Vola Alta Parola inizia con Maurizio Cucchi: «Contro la banalizzazione e il non rispetto»
Reggio Emilia, venerdì 30 giugno alle 21.30 a Palazzo da Mosto il primo appuntamento della rassegna di poesia
Reggio Emilia Vorremmo un’idea per un mondo /civile, nuovo sulle spalle dei secoli, / un’idea da mettere in comune, /ricca di argomenti e cose / aperta a un vivo presente...
La voce poetica di Maurizio Cucchi si erge sacrosanta nella sua trasparenza – nel senso di pienezza – a dir poco assoluta. Con gli anni il senso della sintesi nel verso e nel pensiero lo porta sempre di più a consegnarci riflessioni nette, taglienti proprie di un artista dalla schiena diritta, vigile pronto più che mai a dire la sua ma anche a lottare, come si evince dall’incipit di “Futuro”, una delle liriche del volume “Nel vasto territorio tossico” (2021, Interlinea).
Il poeta ne parlerà domani in occasione del primo appuntamento di Vola alta parola 2023 – rassegna curata da Guido Monti– in dialogo con Alberto Bertoni a Palazzo da Mosto (ore 21.30). «Al fondo – spiega il poeta – c’è l’inquinamento culturale ma della cultura di massa e di mercato dell’omologazione. A questo proposito ho in mente il libro “La società dello spettacolo” di Debord in cui preannuncia quello che sarebbe accaduto, cioè la banalizzazione di tutto e il non rispetto per le “minoranze”. Credo – continua – che i poeti debbano prendere posizione, avere il coraggio di non accettare quello che ci viene imposto. Beninteso non mi ergo a “laudator temporis acti” ma chiedo che si conservi il rispetto come succedeva in passato. Il poeta ha il dovere di rendersene conto più di ogni altro, e deve indignarsi».
Il libro “Nel vasto territorio tossico” nasce in occasione del Festival internazionale di poesia civile di Vercelli: «La committenza è importante – dice Cucchi – perché in giro per le strade si possono notare le opere di artisti che hanno lavorato per... chiamati da... Tra questi artisti il poeta è sempre stato nel contesto del reale».
Per Cucchi è fondamentale conoscere il mondo ancor più che conoscere sé stessi e quindi inizia ad interrogarsi sulla società liquida e inquinata, tra la superficialità dei social e si convince che «i giovani non sono un corpo indistinto ridotto al gregge e allo sballo». Cucchi porta nelle sue liriche temi non scontati, nell’attualità più profonda degli argomenti riguardanti anche i disastri ambientali, trattando i quali Cucchi rivela sicurezza di tratto e una capacità incredibile e rara di cogliere le mille sfumature. l
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