Gazzetta di Reggio

La rassegna Mundus

Il trombone da mito di Fred Wesley a Reggio Emilia

Adriano Arati
Il trombone da mito di Fred Wesley a Reggio Emilia

L’appuntamento questa sera (lunedì 3 luglio) alle 21.30 ai Chiostri di San Pietro: il trombettista salirà sul palco accompagnato dalla formazione dei The New JB’s

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Reggio Emilia Un gigante della musica del Novecento, ancora animato da un’enorme voglia di suonare e di condividere. Questa sera ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia salirà sul palco il trombonista Fred Wesley, a lungo a fianco di James Brown e Ray Charles, in uno dei momenti più attesi dell’edizione 2023 della rassegna Mundus promossa da Fondazione Ater.

Per la prima volta ospite del programma regionale, Wesley sarà accompagnato dai The New JB’s, la formazione che lo affianca da anni e che già dal nome rimanda ai suoi anni gloriosi con il padrino del soul James Brown. The JB’s (le iniziali di Brown) erano il gruppo che a lungo ha accompagnato il leggendario cantante dagli anni ’60, affiancandolo nel passaggio che dal soul ha portato alla nascita del rhythm and blues e poi del funk. Uno dei fiatisti dell’epoca era proprio Wesley, impegnato anche come arrangiatore e nella scrittura del brani oltre che, a lungo, come “band leader”, il direttore d’orchestra che coordinava la parte sonora. L’ultima versione è formata, oltre che dalla voce e dalla tromba del 79ennne Wesley, da Gary Winters alla tromba, Hernan Rodriguez al sax, Reggie Ward alla chitarra, Vincent Evans a tastiere e piano, Dwayne Dolphin al basso e Bruce Cox alla batteria.

Sarà un’occasione unica per conoscere un pezzo di storia oltre il glorioso e festeggiare il grande maestro, che il 4 luglio compirà 80 anni, compresi gli oltre 60 passati fra tour e studi di registrazione.

Nato in Georgia nel 1943 e vissuto in Alabama, inizia la sua carriera come trombonista per Ike e Tina Turner, a proposito di miti della black music e non solo, nel periodo più brillante della coppia. Notato dal numero uno dell’epoca, James Brown, dal 1968 al 1975 è stato il suo arrangiatore, compositore e trombonista dei JB’s, mettendo lo zampino in classici come “Say It Loud – I’m Black and I’m Proud”, “Mother Popcorn” e di “Hot Pants”, da lui co-firmata. L’elenco delle collaborazioni stellari è ben più lungo e comprende lunghi periodi a fianco di altri giganti come Maceo Parker, un altro dei protagonisti della rivoluzione funk, e George Clinton, il fondatore di Parliament e Funkadelic. Ha poi prestato fiato e penna niente meno che a Ray Charles, a Randy Crawford, Vanessa Williams, The SOS Band, a un cantante bianco innamorato della black music come l’irlandese Van Morisson e non si è negato escursioni nel jazz con l’orchestra di Count Basie e con il vibrafonista Lionel Hampton.

Inoltre è apparso in numerosi documentari su James Brown e la music funky, tra questi il film documentario premio Oscar “Quando eravamo re” (“When We Were Kings”) del 1996, diretto da Leon Gast. Colpisce la vitalità a 80 anni praticamente raggiunti, quando potrebbe vivere di rendita. Ma, racconta Wesley, «se si riesce a fare quello che si ama, che piace, non ci si vuole fermare, io mi diverto ancora a suonare, a creare musica, sono felice così e continuerò a farlo». Senza guardare troppo alle etichette che spesso attanagliano la musica. «È jazz? È black? È soul? Per tanti versi la base è la stessa, gli strumenti in fondo sono sempre quelli, è sempre la stessa cosa ma declinata in maniera diversa; la differenza la fa l’approccio, il modo in cui utilizzi il linguaggio e gli strumenti». Con lui, una band che porta un nome da mito. «Questa è la mia band, il mio gruppo – sottolinea – messo insieme grazie ai tanti anni in giro. Suono da tantissimo tempo, conosco molti musicisti». Il concerto inizierà alle 21.30 ai Chiostri, il biglietto costa 12 euro, è acquistabile sul posto, nelle biglietterie dei Teatri o sul canale VivaTicket. l

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