Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia, la prima domenica dell’Avvento nella basilica di San Prospero

Giulia Bassi
Reggio Emilia, la prima domenica dell’Avvento nella basilica di San Prospero

In concerto la Cappella Musicale della Cattedrale diretta da Primo Iotti

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Reggio Emilia Con la prima domenica di Avvento l’attività della Cappella Musicale della Cattedrale, diretta da Primo Iotti, entra nel decimo anno di attività. Per l’occasione, nella basilica di San Prospero alle 20.45, presenta il concerto “Elevazione spirituale Magnificat anima mea Dominum” i cui testi sono attinti dal Cantico di Maria e dall’Inno di Gloria: la Vergine Maria e gli angeli protagonisti della nascita del Salvatore.

L’evento che si inserisce tra quelli promossi dall’Ente Cattedrale prevede l’esecuzione di musiche di Antonio Vivaldi e Aurelio Signoretti. Del primo, oltre ad alcune arie (Nulla in mundo pax sincera, O qui coeli terræque serenitas, Laudate pueri in Dominum) solistiche e il mottetto corale In Exitu Israel sarà proposto il bellissimo Gloria in re maggiore. Questa composizione, divisa in 12 sezioni, prevede 3 solisti (2 soprani e 1 contralto) orchestra di archi, organo, tromba e oboe oltre al coro. L’altro autore, Aurelio Signoretti, che scrisse diverse Messe, Mottetti e Magnificat fu Maestro di Cappella nella Cattedrale di Reggio Emilia nei primi anni del 1600. Dopo la trascrizione dai codici antichi, curata da Primo Iotti, alcune di queste sono state incise nel 2019 dalla Cappella stessa per la collana Musica delle cattedrali edita da Classicadalvivo.

Nel concerto in San Prospero verrà eseguito la prima volta in tempi moderni, il Magnificat a doppio coro in 8 voci tra cui un coro di solisti ed un coro di ripieno. Le parti solistiche saranno eseguite da Saranno le voci stesse della Cappella Musicale ad alternarsi nelle parti solistiche (Sara Fornaciari, Anna Capiluppi, Morena Vellani, Marco Guidorizzi, Andrea Caselli ed Ettore Schiatti) naturalmente sostenuti dall’organico orchestrale per la direzione dello stesso Primo Iotti. Curato in ogni dettaglio, il concerto è accompagnato dalle preziose note del musicologo Sauro Rodolfi che naturalmente si sofferma su Signoretti e sul Magnificat per doppio coro e basso continuo eseguito per la prima volta. A tal proposito, è stato lo stesso Iotti a radunare le “parti staccate” sparse in vari istituti di conservazione, organizzandole in partitura. «Si tratta di una novantina di battute di andamento policorale, con i due gruppi vocali che dialogano non certo a “cori battenti”, come da tradizione veneta – scrive Rodolfi – ma integrandosi a vicenda, laddove i solisti del primo coro dapprima cantano in stile monodico, fiorito e imitativo, per poi unirsi al secondo gruppo in un’austera intelaiatura omoritmica, conseguendo un imponente effetto di ripieno. Da una parte Aurelio Signoretti nato a Reggio Emilia nel 1567 oggi al centro di una crescente rivalutazione critica e dall’altra Vivaldi, entrambi sacerdoti diocesani, concorsero l’uno all’esordio e l’altro all’apice dello stile barocco in musica, ben presto diffuso in tutt’Europa. Sono ravvicinati in questo concerto che certamente offre ragioni di arricchimento culturale e di elevazione estetico-spirituale, laddove non sembri esagerato asserire che la composizione del sacerdote reggiano, si configura come rara perla incuneata tra le valve della splendida conchiglia vivaldiana».




 

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