Gazzetta di Reggio

Toano

I primi vent’anni del Verabolino si festeggiano tra tortelli e sorrisi

Manuela Bigliardi
I primi vent’anni del Verabolino si festeggiano tra tortelli e sorrisi

Sabato e domenica la sagra di Cerré Marabino

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Toano Cerré Marabino è una piccola frazione di Toano, di poco più di un centinaio di abitanti, dove la risorsa più importante è il volontariato. Nel 2005, infatti, dall’iniziativa di alcuni parrocchiani è nata l’associazione culturale Il Verabolino con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio artistico e promuovere la cultura del territorio.

Sostegno alla parrocchia
Da vent’anni l’associazione, che porta nel nome l’eco dell’antico Cerelium Verabino, si dedica con passione a sostenere la parrocchia, raccogliendo fondi per restauri e manutenzioni che tengano vivo il cuore del paese. Ecco una curiosità: secondo gli studiosi Cerelium Verabino (come anticamente veniva chiamato il paese) prende il nome dal monte Vignola, che probabilmente un tempo era chiamato Verabino perché con la sua posizione particolarmente strategica serviva da vedetta al monte San Vitale, in passato chiamato Verabulum.
I risultati
Cerré Marabino non ha più il parroco residente da oltre 60 anni, per cui i locali della canonica sono stati adibiti a casa vacanze autogestita con 30 posti letto, una sala e una cucina attrezzata per ospitare gruppi scout, famiglie e turisti che desiderano trascorrere una vacanza in montagna.  Oltre alla ristrutturazione della canonica, è stato riconsolidato l’edificio della chiesa con la messa in sicurezza delle pareti e delle sottofondazioni. La chiesa di San Prospero è al momento ancora chiusa al culto ma sono in fase di ultimazione i lavori per sistemare l’impianto di illuminazione all’interno ed i marciapiedi esterni. Grazie al contributo finanziario della Cei, della parrocchia e dell’associazione Il Verabolino, i lavori sono quasi giunti al termine e si vedrà la riapertura ufficiale della chiesa e della canonica probabilmente entro la fine di quest’anno.

Il programma della sagra
La sagra del tortello cereliano, che ricorre ogni anno l’ultimo fine settimana di luglio, si terrà proprio questo fine settimana: sabato, dalle 19, mentre domenica a pranzo e a cena sotto la tensostruttura, che verrà allestita nel sagrato della chiesa, capace di ospitare fino a 400 posti a sedere. Oltre cento volontari La sagra di Cerré Marabino coinvolge fino a 130 addetti volontari, inclusi giovanissimi e pensionati che si adoperano per il bene di questo paese a cui per un motivo o per l’altro sono legati: chi ci ha abitato, chi per anni ci ha trascorso le estati oppure volontari che provengono dalle frazioni vicine. Questo spiegamento di forze fa in modo che l’organizzazione della festa sia da sempre ineccepibile. Cinquemila tortelli In occasione della sagra vengono preparati dalle massaie e dai volontari circa 5000 tortelli con un ripieno di erbetta, ricotta e parmigiano-reggiano, che vengono poi conditi in diversi modi: burro e salvia, alla contadina con il lardo, con le noci, e alla verabolino: una fonduta di parmigiano con tartufo e scaglie di mandorle tostate. L’associazione Il Verabolino sta mandando avanti l’iter per ottenere il riconoscimento di origine del tortello cereliano. Nel campo sportivo adiacente alla chiesasaranno allestiti un’area bimbi con gonfiabili, stand, un palco ed una pista per ballare con Manuel Iori dj il sabato sera e con l’immancabile orchestra di liscio Nicola Marchese la domenica. Tutti i proventi della sagra saranno investiti per la riqualificazione dei locali della chiesa che, nonostante il paese sia ormai sempre più spopolato, rimane un punto di riferimento e di aggregazione. l © RIPRODUZIONE RISERVATA