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Andare per presepi ad agosto: ecco dove in Appennino reggiano

Daniela Aliu
Andare per presepi ad agosto: ecco dove in Appennino reggiano

A Gazzano, nel cuore dell’Appennino reggiano, la mostra permanente dei presepi di Antonio Pigozzi

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Villa Minozzo Anche a Ferragosto è tempo di presepi. A Gazzano, nel cuore dell’Appennino reggiano, la mostra permanente dei presepi di Antonio Pigozzi continua ad attirare visitatori anche in estate, con accessi su prenotazione e piccoli gruppi che arrivano nei fine settimana di luglio e agosto. «La mostra è storicamente aperta nel periodo natalizio - spiega Pigozzi - Durante l’anno, compresa l’estate, apriamo su appuntamento: la gente chiama e io o un collaboratore veniamo ad aprire. In estate c’è più gente in montagna e le prenotazioni aumentano. Arrivano famiglie, gruppi, anche visitatori dall’estero che hanno letto della mostra sui siti turistici. Noi apriamo volentieri: l’importante è chiamare in anticipo». La mostra è attiva dal 1989. Nel 2019 è stata rinnovata in occasione del trentesimo anniversario. Il flusso di vista è cresciuto con gli anni. «Nel 2024 abbiamo avuto circa seimila presenze», dice l’artista.

L’esposizione si trova accanto alla chiesa di San Marco, in una ex stalla parrocchiale recuperata. Due i piani di visita: al piano terra dodici scene; al primo piano due diorami di grandi dimensioni e altri quadri più piccoli, per un totale di una ventina di ambientazioni. «Le scene raffigurano i borghi dell’Appennino e i momenti principali della tradizione cristiana», racconta Pigozzi. In mostra non ci sono presepi amatoriali, ma opere d’arte per le quali servono competenze di scenografia teatrale, luminotecnica, pittura e scultura. Pigozzi dà grande importanza all’aspetto artistico, oltre a quello religioso e della tradizione. I presepi sono conosciuti anche fuori dall’Italia, in particolare in Germania, Austria e Spagna, dove la tradizione presepistica è radicata. Alcune opere sono comparse al cinema, nei film “Il primo Natale” del duo Ficarra e Picone e “Il sesso degli angeli” di Leonardo Pieraccioni. La visita è accompagnata da musiche di sottofondo e da didascalie che indicano l’anno di realizzazione della scenografia e la provenienza delle statue utilizzate . Nelle sale figurano tre cupole tralicciate, intonacate a calce e dipinte ad affresco, realizzate dal Laboratorio del restauro di Giovanni Gazzotti. Dettagli che aiutano il pubblico a leggere le scene: case in sasso, mestieri di un tempo, animali da cortile, i Magi in cammino, i pastori, Giuseppe e Maria con il Bambino. Per chi visita l’Appennino ad agosto, la mostra offre un percorso che unisce territorio e tradizione. «Ogni scena è costruita come un piccolo teatro», conclude l’autore. «Lavoriamo sulle luci e sui volumi per dare profondità. L’obiettivo è portare il visitatore dentro il paesaggio e dentro il racconto». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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