Filippo Timi porta “Amleto²” al Teatro Ariosto: Shakespeare diventa un cabaret esistenziale
Reggio Emilia: due le repliche, per uno spettacolo spiazzante e anarchico
Reggio Emilia Un Amleto che non ha più voglia di fare Amleto. Che si stanca del copione, del destino, della tragedia e persino dell’amore per Ofelia. È da qui che parte “Amleto²”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Filippo Timi, in scena a Reggio Emilia al Teatro Ariosto martedì 20 e mercoledì 21 gennaio 2026 (ore 20.30). In questo lavoro, prodotto dal Teatro Franco Parenti e nato nel 2012, l’artista ribalta l’universo shakespeariano e lo catapulta in un luogo che assomiglia a una gabbia da circo, dove passioni e personaggi convivono in un elogio della follia, tra comicità surreale e scarti improvvisi verso un dramma più intimo. La tragedia, qui, non è più una condanna: diventa un terreno di gioco, una commedia furibonda e colorata in cui il potere e l’oblio, la frivolezza e la pazzia, si inseguono senza tregua.
L’Amleto di Timi è spiazzante e anarchico: annoiato, svuotato, quasi ostile alla narrazione che dovrebbe interpretare. Voci fuori campo provano a richiamarlo al suo destino, ma invano. Attorno a lui si muovono figure che sembrano emergere direttamente dalla sua mente instabile, in un continuo slittamento tra realtà e invenzione. A dare corpo a questo universo sono Lucia Mascino, Marina Rocco ed Elena Lietti, storiche sodali artistiche di Timi, insieme a Gabriele Brunelli. Più che una semplice rivisitazione, “Amleto²” è una miscela esplosiva di teatro dell’assurdo, comicità e malinconia: un “cabaret esistenziale” capace di sorprendere e colpire, trasformando il grande classico in un’esperienza contemporanea e vibrante.
Lo spettacolo dura 90 minuti, in un unico atto. I biglietti sono disponibili a partire da 20 euro. Le repliche al Teatro Ariosto sono due: martedì 20 gennaio e mercoledì 21 gennaio 2026, entrambe con inizio alle 20.30.
