Gazzetta di Reggio

Sabato 21 e domenica 22 marzo

Giornate Fai di primavera a Reggio Emilia: tre luoghi da visitare questo weekend

Giornate Fai di primavera a Reggio Emilia: tre luoghi da visitare questo weekend

Dall’Hotel Posta all’ex Opg, fino a Palazzo Bentivoglio di Gualtieri: un’occasione da non perdere per conoscere tre luoghi segreti

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Reggio Emilia Con l’arrivo della primavera tornano anche le Giornate FAI di Primavera, giunte alla 34ª edizione, uno degli appuntamenti più attesi per riscoprire il patrimonio culturale del territorio. Dopo il grande successo dell’edizione autunnale, che aveva richiamato migliaia di visitatori, anche quest’anno Reggio Emilia si prepara ad aprire le porte di luoghi spesso non accessibili, tra centro storico e provincia, grazie al lavoro dei volontari e degli Apprendisti Ciceroni. Tre le tappe principali di questo weekend: l’Hotel Posta nel cuore della città, l’ex Opg di via dei Servi e il complesso di Palazzo Bentivoglio con il Museo Ligabue a Gualtieri.

1. L’Hotel Posta a Reggio Emilia

L'Hotel Posta si colloca nel cuore del centro storico, affacciato su Piazza del Monte e lungo l'asse della via Emilia. Costruito nel 1280 come sede del Capitano del Popolo, affiancando il Podestà nel governo cittadino, l'edificio fu restaurato nel 1432 e successivamente destinato agli Estensi. Nel 1515 venne trasformato in Ospizio del Cappello Rosso, funzione mantenuta fino al 1913, quando divenne Albergo della Posta. Durante il rifacimento della facciata nel 1920 emersero tracce del prospetto originario, che portarono a una ricostruzione in stile neogotico conclusa nel 1929. Le facciate conservano stemmi dei Capitani e della Comunità. Il salone interno, del capitano del Popolo, già sede dei consigli cittadini, è stato recuperato con capriate lignee a vista e decorazioni araldiche e di Santi del XIV secolo. Il complesso dell'Hotel Posta si presenta come un articolato sistema di ambienti storici integrati in una struttura ricettiva di charme. La struttura si compone di due edifici adiacenti, restaurati negli anni Venti in due stili differenti: quello più verso Piazza Prampolini in stile neo-rinascimentale su progetto dell'architetto Guido Tirelli e quello su Piazza del Monte (Palazzo del Capitano del Popolo), sulla base di alcuni ritrovamenti durante i restauri, ad opera dell'Ingegner Eugenio Terrachini, in stile neogotico duecentesco, periodo al quale risale il palazzo. Gli spazi dell'hotel includono la sala delle colazioni di gusto liberty al primo piano, la Reception e il Caffè, arredati con il mobilio originale della storica pasticceria Nazzani decorato da Cirillo Manicardi, raffinato interprete dell'art nouveau e déco. Cuore artistico del complesso è il Gran Salone in stile liberty, già sala del ristorante dell'Hotel Posta, affrescato da Giuseppe Tirelli con eleganti allegorie dei mesi, affacciato su piazza del Vescovado, esempio raro di pittura decorativa primo-novecentesca caratterizzata da colori delicati e figure simboliche, in un forte dialogo tra architettura e decorazione. La visita consentirà di attraversare secoli di storia urbana, scoprendo come un edificio pubblico medievale sia divenuto un hotel di charme senza perdere la propria identità storica. Affascinante è lo spazio del caffè, arredato con i mobili della storica pasticceria Nazzani, fondata da Romualdo Nazzani, locale molto noto situato in via Emilia San Pietro all’angolo con via Vittorio Veneto, dove si incontravano i notabili della città e si consolidava la tradizione dolciaria locale, come il Biscione natalizio, serpente in pasta di mandorle ricoperto di meringa con occhi di ciliegia candita e lingua d’arancia. D’eccezione sarà l’accesso al Gran Salone Tirelli, che permetterà di ammirare da vicino il ciclo decorativo liberty eseguito da Giuseppe Tirelli. Si vedrà un luogo emblematico della storia e dell’architettura reggiana, valorizzato tra conservazione e continuità d’uso.
Informazioni Si trova in piazza del Monte 2, nel cuore del centro storico, ed è visitabile sabato e domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. L’ultimo ingresso è previsto intorno alle 12–12.30 al mattino e alle 17.30 nel pomeriggio. La durata della visita è di circa un’ora.

2. L’ex Opg a Reggio Emilia
L'ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario si colloca nel centro storico di Reggio Emilia, tangente la circonvallazione occidentale e dunque a ridosso della vecchia cinta muraria della città. Sorge nel quartiere di San Zenone, storicamente povero, ma a fianco di uno dei santuari mariani più importanti della regione, ossia la seicentesca basilica della Beata Vergine della Ghiara con i suoi ampi chiostri. Altro immobile confinante è il moderno e frequentato palazzetto dello Sport. L'arrivo nell'ultimo quarto del XVII secolo a Reggio dei religiosi della Congregazione della Missione, fondata da san Vincenzo De Paoli, vede l'acquisto da parte dei padri di alcune casette nel quartiere di San Zenone. Gradualmente riadattate a convento, esse vengono ampliate e fino ad inglobare una strada e a diventare un intero isolato. Soppresso l'ordine nel 1796, l'immobile viene adibito a carcere riservato principalmente ai detenuti politici, da affiancare a quello già presente di San Tommaso. Sul finire dell'800 diventa il terzo manicomio criminale d'Italia e successivamente ospedale psichiatrico giudiziario, fino al suo trasferimento negli anni '90. Proprietà della Provincia, giace oggi in abbandono. Il complesso dell'ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, nato come unione di diverse unità immobiliari di scarso valore, nel 1751 viene risistemato dall'architetto Giovanni Battista Cattani detto Cavallari (1711-1763), autore della facciata della basilica patronale di San Prospero e dell'oratorio del Cristo su corso Garibaldi. Con il passare dei secoli e il mutamento dell'uso, i corpi di fabbrica si moltiplicano: quello principale antico, dotato di ampio cortile e cavedi, tre piani fuori terra e uno interrato, celle, corridoi voltati ed uffici; l'abitazione del direttore, affacciata su via del Portone ed oggi inagibile; quattro padiglioni risalenti all'inizio del Novecento con varie camere, corridoio e cortili dedicati, analogamente inagibili. Nel corpo principale è presente un salone a doppia altezza, già adibito a cappella, poi a teatro, risalente alla sistemazione ottocentesca del noto Pietro Marchelli (1806-1874), architetto del Comune di Reggio. Mancano tracce decorative antiche interne, mentre di squisito gusto settecentesco è l'ingresso principale su via Franchi. L’apertura dell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, si configura come un’occasione unica per i visitatori di conoscere un intero isolato della città storica, abbandonato da più di vent’anni e chiuso da più di trenta
Informazioni Si trova in via dei Servi 4, nel centro storico di Reggio Emilia, ed è visitabile sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18 (ultimo ingresso rispettivamente alle 12 e alle 17), mentre domenica l’apertura è continuata dalle 9 alle 17, con ultimo ingresso alle 16.

3. Palazzo Bentivoglio a Gualtieri

Gualtieri, per l'Unesco uno dei borghi più belli d'Italia, vede al suo centro una splendida piazza quadrata e porticata su tre lati intitolata ai signori Bentivoglio, marchesi dal 1567 al 1634. Su di essa prospettano l'imponente Palazzo Bentivoglio, la Chiesa Parrocchiale, il Municipio e la torre civica, alta 44 metri. La Fondazione Museo Ligabue è ospitata all'interno del Palazzo. Unico per bellezza è il settecentesco Teatro Sociale che sorge all'interno dello stesso complesso monumentale. Il Palazzo fu eretto tra il 1594 e i primi del Seicento dalla famiglia Bentivoglio d'Aragona. Dopo il declino del casato e il ritorno degli Estensi nel 1634, l'edificio conobbe alterne vicende: ancora integro nel 1726, fu in gran parte demolito nel 1751 per contenere le piene del Po. Nel Novecento ospitò una scuola. Il piano nobile conserva la Sala dei Giganti, restaurata e riaperta nel 2025. Nel 1775 nacque il teatro, riaperto nel 2009 dopo un lungo recupero. La Fondazione Museo Antonio Ligabue nasce nel 2014 all'interno del palazzo, dove nelle sale monumentali sono ambientati spazi per esposizioni temporanee dedicate all'opera del maestro e ai capolavori della Collezione Umberto Tirelli. Palazzo Bentivoglio sorge sull'impianto di un antico castello quadrangolare con fossati e torri angolari attorno a un ampio cortile. Fu progettato da Giovan Battista Aleotti su richiesta di Ippolito Bentivoglio, al governo nel 1585, con l'intento di inglobare la casa paterna di Cornelio. L'edificio, completato intorno al 1610 secondo i canoni rinascimentali. Subì gravi demolizioni nel 1751 per averne materiali destinati alle difese dell'argine del Po. Ospitò funzioni pubbliche come pesa, macello, dazio, granai e magazzini; nel Novecento l'ala destra fu adibita a scuola. Dal 1970 il Comune avviò interventi di restauro e recupero. Al piano terra si trova la Sala dei Falegnami; al piano nobile il Salone dei Giganti, le Sale di Icaro, Giove ed Enea e la cappella gentilizia, decorate da Sisto Rosa detto il Badalocchio, ambienti che oggi ospitano la Fondazione Museo Ligabue. Il Salone dei Giganti presenta affreschi ispirati alla Gerusalemme Liberata, realizzati da Pier Francesco Battistelli e Giovanni Mannozzi. Il teatro sociale conserva un assetto “rovesciato”, con la platea come palcoscenico e i palchetti trasformati in scena fissa, secondo il modello dei teatri cinquecenteschi. Il visitatore scoprirà il centro storico di Gualtieri, con la splendida piazza porticata su tre lati intitolata ai signori Bentivoglio, marchesi dal 1567 al 1634. Il Palazzo, di cui sarà visibile la pavimentazione restituita dopo i restauri da poco conclusi, sorprende per la sua magnificenza, con la straordinaria Sala de Giganti e con i suoi ambienti nobili dove sono allestiti il Museo Documentario “Antonio Ligabue” e la Donazione “Umberto Tirelli”. Si potrà visitare l’eccezionale mostra temporanea dedicata al maestro, dal titolo “Il Genio e il Borgo: la materia diventa visione”, con il corredo di materiali sulla vicenda del pittore naïf della collezione permanente, insieme ad alcune delle meravigliose creazioni di Umberto Tirelli (1928-90), il grande sarto teatrale, punto di riferimento per i maggiori registi di cinema e teatro con i capolavori della donazione Tirelli Trappetti, 53 opere tra quadri e opere grafiche, tra gli altri, di Balthus, Guttuso, Clerici, De Chirico e Manzù.

Informazioni Si trova a Gualtieri ed è visitabile sia sabato sia domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, con ultime partenze alle 12 al mattino e alle 17 nel pomeriggio. La durata della visita è di circa un’ora.