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Kandinskij, Klee e Malevič per la riapertura di Palazzo Magnani: a novembre la mostra che indaga l’invisibile

Kandinskij, Klee e Malevič per la riapertura di Palazzo Magnani: a novembre la mostra che indaga l’invisibile

Reggio Emilia: la programmazione 2026 della Fondazione Palazzo Magnani. Da Fotografia Europea fino alle esposizioni artistiche invernali

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Reggio Emilia La Fondazione Palazzo Magnani presenta la programmazione 2026, un percorso culturale che attraversa linguaggi, epoche e visioni, intrecciando fotografia contemporanea, approfondimento storico-artistico e design in un calendario capace di valorizzare e rinnovare l’offerta culturale di Reggio.

Fotografia Europea
Il fulcro della stagione primaverile è la XXI edizione di Fotografia Europea, in programma dal 30 aprile al 14 giugno. Il festival, in collaborazione con il Comune di Reggio e la Regione, si svilupperà attorno al tema “Fantasmi del quotidiano”, filo conduttore delle mostre curate da Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart e Walter Guadagnini. Le esposizioni saranno allestite ai Chiostri di San Pietro, a Palazzo da Mosto, alla Chiesa di San Carlo e, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio dell’Emilia, a Palazzo Scaruffi. Accanto alle mostre, il programma includerà un ricco calendario di conferenze, letture portfolio, workshop e spettacoli gratuiti.

Per i più piccoli
Nel mese di maggio, l’attività della Fondazione si rivolgerà alla formazione e alla partecipazione dei più giovani. Dall’8 al 10 maggio, Reggio accoglierà il festival del mensile Internazionale Kids, una tre giorni dedicata all’informazione e all’attualità per ragazzi, strutturata attraverso incontri con giornalisti, scrittori e illustratori. Nel weekend dal 22 al 24 maggio, in collaborazione con le istituzioni educative della città, si terrà la XX edizione di Reggionarra, dedicata ai più piccoli, attraverso racconti, narrazioni e spettacoli teatrali in diverse sedi cittadine.

Durante l’estate
Durante i mesi estivi, la programmazione proseguirà con Restate, il palinsesto di eventi, concerti e rassegne realizzati in sinergia con il Comune di Reggio e le principali istituzioni culturali del territorio, negli spazi dei Chiostri di San Pietro e Palazzo da Mosto, oltre che nelle piazze. La ripresa di settembre vedrà i Chiostri diventare per due giorni capitale della giovane ricerca filosofica italiana, con il convegno nazionale dei dottorati di ricerca in filosofia realizzato grazie alla collaborazione con Unimore, dipartimento di educazione e scienze umane.

Nuove esposizioni
La programmazione espositiva autunnale riprenderà con un focus sulla fotografia di ricerca. I Chiostri di San Pietro ospiteranno “Eveningside” una retrospettiva dedicata al fotografo statunitense Gregory Crewdson. Curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, l’esposizione raccoglierà il nuovo ciclo di immagini narrative di Crewdson, realizzate in bianco e nero ad alta definizione e ambientate sullo sfondo della provincia americana, sospesa in una dimensione ambigua e fuori dal tempo.

A metà novembre, la riapertura del rinnovato Palazzo Magnani sarà segnata da un evento espositivo di grande rilievo: Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevi alla luce del pensiero di Pavel Florenskij (14 novembre 2026 – 14 marzo 2027) , curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi. Più che una semplice mostra, il progetto si configura come un viaggio immersivo alle origini di una rivoluzione dello sguardo, capace di ridefinire radicalmente i concetti di spazio e tempo nella cultura visiva del primo Novecento. Al centro si colloca il pensiero polifonico di Pavel Florenskij, figura chiave del Novecento, tanto poco conosciuta quanto sorprendentemente attuale, assunto come lente interpretativa attraverso cui rileggere alcune tra le più audaci sperimentazioni artistiche del secolo. Emergerà una narrazione “a tre voci” — astratta, lirica e mentale — capace di superare i confini del visibile, dove l’arte diventa strumento di accesso a dimensioni altre, come la quarta dimensione: invisibili, ma profondamente percepibili. Il progetto espositivo – arricchito da opere provenienti da importanti istituzioni europee, tra cui il Klee Zentrum di Berna, la Collezione Costakis di Salonicco, la collezione di icone bizantine di Banca Intesa di Vicenza, oltre che da raccolte private – non si limiterà a raccontare la storia dell’arte, ma sarà un invito per il pubblico a varcare una soglia, tra il visibile e l’invisibile. A completare l’anno, Palazzo da Mosto ospiterà una mostra monografica dedicata a Denis Santachiara, designer originario di Campagnola Emilia e attivo a livello internazionale. Il percorso espositivo, curato da Chiara Alessi, documenterà l’attività del designer attraverso una selezione di progetti, prototipi e videol

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