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Cinquanta pianoforti e il pubblico al centro: alle ex Reggiane arriva un'esperienza unica

Cinquanta pianoforti e il pubblico al centro: alle ex Reggiane arriva un'esperienza unica

Il Festival Aperto entra al Capannone 15 di Reggio Emilia: unica data italiana per “11.000 Saiten” di Georg Friedrich Haas

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Reggio Emilia Cinquanta pianoforti, ciascuno accordato diversamente dagli altri. Un ensemble di venticinque strumenti disposto attorno al pubblico, in posizioni mobili. E un capannone industriale dei primi del Novecento, sottratto all'abbandono e restituito alla città come spazio di lavoro e di immaginazione. È in questa cornice che il Reggio Parma Festival porta al Festival Aperto di Reggio Emilia 11.000 Saiten di Georg Friedrich Haas, affidata al Klangforum Wien, ensemble viennese dedicato esclusivamente alla musica contemporanea, che da quarant'anni accompagna il lavoro dei compositori che hanno definito questo linguaggio. L'appuntamento è per sabato 26 settembre 2026, con due esecuzioni alle 19 e alle 22, nel Capannone 15 delle Reggiane, all'interno del Parco Innovazione. Una unica ed esclusiva data italiana per questa produzione di Reggio Parma Festival / Festival Aperto / Fondazione I Teatri, in collaborazione con STU Reggiane.

Il Capannone 15 fa parte del complesso delle storiche Officine Meccaniche Reggiane: per buona parte del Novecento quarta industria italiana dopo Fiat, Breda e Ansaldo, hanno costruito locomotive, aerei, macchine agricole e, fino al 2008, alcune fra le più grandi gru portuali del mondo. Dismesso dopo la chiusura delle produzioni, è stato recuperato fra il 2020 e il 2024 nell'ambito del Reggiane Parco Innovazione – il progetto di rigenerazione urbana che ha trasformato l'intera area in un polo per la ricerca, l'innovazione e la cultura – e ne conserva la maestosa struttura in acciaio originaria. 11.000 Saiten – “11.000 corde”, quante ne contengono insieme i cinquanta pianoforti – è stato eseguito pochissime volte dal suo debutto, nel 2023: finora soltanto a New York, Berlino, Vienna, Praga e Amsterdam e, in Italia, a Bolzano.  La tappa di Reggio Emilia sarà dunque una delle rarissime occasioni europee per ascoltarla dal vivo. Ai cinquanta pianoforti, disposti in cerchio lungo il vasto perimetro della sala, si affianca il Klangforum Wien in una fascia interna, in formazione mobile; il pubblico è collocato al centro, dentro il suono.

Haas, austriaco, classe 1953, lavora da decenni sul rapporto fra altezze, percezione fisica del suono e tempo, e con In vain (2000) ha conquistato una collocazione internazionale che da allora non ha smesso di consolidare. Da sempre rifiuta l'etichetta di “microtonale” come riduttiva. «Tutte le orchestre suonano microtonale, ed è proprio per questo che suonano bene», ha dichiarato il compositore. «Quando lavoro microtonalmente, organizzo né più né meno ciò che accadrebbe comunque, solo in un modo nuovo». E sulla posta in gioco dell'esperienza di ascolto: «La cosa importante è che chi viene a questo concerto provi qualcosa, e scopra che anche lo “stonare” può essere davvero bello». Accanto al Klangforum Wien suoneranno cinquanta giovani pianisti, in parte segnalati dai conservatori italiani, in parte arrivati attraverso una call che in pochi giorni ha raccolto decine e decine di candidature. È, anche, il senso di un progetto che il Festival Aperto ha scelto di radicare nel proprio territorio. Early Bird: i biglietti sono già disponibili a dieci euro, in numero limitato e fino a esaurimento disponibilità.l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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