“Think About You”, il corto di nove giovani che punta ai festival dopo il boom su YouTube
Intervista a Luca Morini, attore di Montecchio Emilia, del progetto che parla di amore, ossessione e rinascita. «Trasformare il dolore in forma d’arte»
Montecchio Emilia Amore, ossessione, rinascita. Tesi, antitesi, sintesi. “Think about you”, il cortometraggio realizzato da 9 giovani reggiani e modenesi, guidati dall’aspirante attore di Montecchio Luca Morini, parla proprio di questo: «trasformare il dolore in arte, scongiurando ogni tipo di violenza». Il corto, uscito su Youtube senza scopo di lucro il 19 maggio, ha quasi raggiunto le 100 mila visualizzazioni, con 5200 ore trascorse dagli utenti sul video. Ora i ragazzi hanno intenzione di candidarsi al Festival di Torino e a quello di Montecatini, due eccellenze nel panorama cinematografico italiano, a ImaginAction a Forlì e al Festival di Reggio Emilia.
Nell’opera si vedono Lucy e Noah, due adolescenti, legati da amore puro e carnale, di quelli, come direbbe Saffo, che ti fanno scoppiare il petto, che ti fanno scorrere una fiamma sotto la pelle. Un amore accentratore e totale, per il quale il mondo si fa carne, riducendosi e convergendo nelle membra della persona amata. Una separazione, un rifiuto, un “basta”, che fanno paura più di un cappio attorno al collo. Un amore giovane, terminato ancor prima di sbocciare: arrivano rabbia, delusione e frustrazione. Sopraggiunge la voglia di distruggere tutto, di cancellare ciò che è stato. Noah, il protagonista del cortometraggio quando vede il suo tutto dissolversi, brandisce un’accetta e con lacrime di rabbia si reca in un bosco, pronto a far scomparire ogni traccia di quell’amore. Pronto ad annientare ogni ricordo. Pronto ad abbattere quell’albero sul quale aveva intagliato le sue iniziali e quelle della donna amata, cieco come l’Orlando di Ariosto quando scoprì di Angelica e Medoro.
Luca, da cosa è rappresentata la rinascita in questo progetto?
«Dalla coscienza. Quando nel cortometraggio il mio personaggio sta prendendo ad accettate l’albero, gesto che metaforicamente vuole alludere ad un femminicidio, entra in scena la coscienza personificata, che mi porta davanti ad un proiettore. Attraverso le immagini, che ripercorrono i bei momenti trascorsi insieme a Lucy, il protagonista riesce a comprendere che il passato, anche se doloroso, non va cancellato, ma saputo apprezzare. Il messaggio che quest’opera vuole lanciare è contro la violenza: la coscienza e la razionalità devono prevalere sulle emozioni e il dolore può essere trasformato in arte, come in questo progetto».
Il cortometraggio è costruito su un flashback. Che valore assume il tempo?
«Sicuramente una funzione catartica, che permette al personaggio di maturare. La prima scena si apre con il Noah del 2026 che trova in macchina una vecchia foto di lui e della sua ex compagna, e da lì parte il tuffo nel passato. Tra amore, sofferenza, ossessione e rinascita, fino ad arrivare all’ultimo frame, ancora nel presente. L’ultima immagine del corto infatti mostra il protagonista adulto, che, guardando quella foto sorride. Quel sorriso rappresenta simbolicamente l’accettazione del dolore e il suo superamento».
Luca, come è nata l’idea di questo progetto e chi ha collaborato?
«Dovevo realizzare un cortometraggio per la scuola di cinema che frequento a Roma, Ht Studio Academy. Ispirandomi al videoclip della canzone Think About You di Kygo, che è stato girato nel 2019 dalla regista di Hollywood Sarah Bahbah, ho pensato la sceneggiatura. Abitando io a Montecchio però, volevo strutturare il filmato nel mio territorio e soprattutto lavorare insieme ai miei amici, anche loro vicini al mondo del cinema. Così ci siamo organizzati e senza un euro di budget e nessun finanziamento esterno abbiamo terminato l’opera. Hanno lavorato insieme a me: Aurora Carbone, attrice co-protagonista, Jacopo Battini di Modena, come ia assistant, Suna Gritli, Nico Alex Scagliola, mio compagno di studi a Roma, Matteo Turturici, regista e videomaker di Montecchio, Michele Chiapponi di San Polo come aiuto videomaker, Mattia Venturi di Cavriago al montaggio e Luca Zampolini come assistent scenographic. Siamo tutti ragazzi giovani e la passione per il cinema ci lega profondamente».
È soddisfatto dei risultati che state ottenendo?
«Sì, certo, tuttavia non dobbiamo accontentarci. Quasi centomila visualizzazioni su Youtube e 5200 ore di riproduzione sono ottimi dati. Io ho la passione per il cinema da quando sono bambino e ora vorrei farne il mio lavoro, spero quindi che questo cortometraggio possa essere un trampolino di lancio. Vorrei, attraverso la recitazione, poter far emozionare le persone e restituire al cinema tutto quello che mi ha dato». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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