Mosa Festival, così un gruppo di amici ha creato un grande evento. Stasera c’è Teenage Dream
Casalgrande, parla Gabriele Annovi uno degli organizzatori: «Con due weekend e nove serate arrivare a 300mila presenze sarebbe un sogno»
Casalgrande Il Mosa Festival entra nel vivo con un fine settimana ricco di appuntamenti. Questa sera venerdì 12 giugno il Parco Secchia di Villalunga ospiterà “Teenage Dream”, una delle quattro serate a pagamento della manifestazione, mentre sabato 13 giugno sarà la volta di Mamacita, il party dedicato ai suoni Urban, Reggaeton, Hip-Hop, Trap e R&B, con la partecipazione del format di interviste iPork. Domenica 14 giugno saliranno invece sul palco i rapper Samuray Jay e Le-One, insieme a Scuola Zoo. Attorno ai concerti e agli eventi, il villaggio del festival resterà aperto gratuitamente al pubblico, con 15 food truck, aree ristoro e spazi dedicati alla socialità. Quella che nel 2022 era nata come una scommessa di un gruppo di amici è oggi una manifestazione capace di richiamare a Casalgrande migliaia di persone. Dietro il Mosa Festival c’è Power, associazione composta da nove ragazzi tra i 23 e i 32 anni, reggiani e modenesi. L’edizione 2026, inaugurata ieri sera, è la più ambiziosa di sempre: due weekend di eventi, nove serate complessive, una nuova location e l’obiettivo di superare le quasi 200mila presenze registrate lo scorso anno. A raccontare aspettative, novità e sfide è Gabriele Annovi, tra gli organizzatori della manifestazione.
Perché avete scelto proprio Dj Matrix e Ludwig per inaugurare il festival?
«Sono due amici del festival. Dj Matrix ci accompagna fin dai primi anni della manifestazione, mentre Ludwig è legato alle serate che organizziamo durante l’anno. Ci sembrava un’accoppiata vincente e divertente per aprire questa edizione».
Quali sono le principali novità di quest’anno?
«La più importante è sicuramente il doppio weekend. Abbiamo raddoppiato la durata del festival e siamo passati a nove serate complessive. Inoltre abbiamo ampliato l’offerta con tante attività sportive: la Mosa Run, il paintball, il basket, la pallavolo e le esibizioni di BMX. Abbiamo anche potenziato l’area food, che oggi conta più di quindici food truck». C’era qualche timore legato al cambio di location? «Sì, perché dopo tre anni lasciavamo quello che per noi era diventato un posto sicuro. L’abbiamo vissuta come una scommessa. Per ora però siamo molto contenti: la risposta del pubblico è stata gigantesca e abbiamo percepito subito grande entusiasmo».
Che riscontro state registrando?
«Abbiamo ricevuto interesse non solo dal territorio reggiano ma anche da Piacenza, Parma e Modena. Molte persone ci hanno contattato per chiedere informazioni sugli artisti in programma, in particolare Tony Pitony. C’è voglia di festival e questo ci fa ben sperare». Se dovessi consigliare una serata ad ogni generazione? Partiamo dalla Gen Z. «Sono due. Quella di Samurai Jay (14 giugno) e quella di Fedez (20 giugno). Per i Millennials, sicuramente la serata degli Eiffel 65 (21 giugno). Per chi ama le atmosfere anni Novanta, invece, consiglierei la serata “Voglio tornare negli anni ’90” (19 giugno)». Lo scorso anno avete raggiunto le 200mila presenze. Qual è l'obiettivo per il 2026? «Quest’anno, con due weekend e nove serate, arrivare a 300mila sarebbe davvero un sogno».
Che cosa troverà il pubblico all’interno del festival?
«L’ingresso resta completamente gratuito. Gli unici appuntamenti a pagamento, nell’area concerti del Tuborg Stage, che è il palco principale, sono quattro: la serata Teenage dream di stasera e i concerti di Samurai Jay, Tony Pitony (18 giugno) e Fedez. Le persone troveranno anche un’area food e diverse attività sportive».
Quanto conta il sostegno del territorio?
«È fondamentale. Il Comune di Casalgrande è stato al nostro fianco fin dall'inizio, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello economico. Inoltre possiamo contare su una rete di 30-40 volontari che ogni anno ci aiutano a rendere possibile il festival».
Che cosa sperate si porti a casa il pubblico da questa esperienza?
«Speriamo di lasciare qualcosa a Casalgrande. Il Mosa non è soltanto un festival musicale. C'è una componente sociale molto importante: mettiamo insieme associazioni, persone e realtà diverse del territorio. Vogliamo che chi partecipa si senta parte di qualcosa che va oltre il singolo concerto». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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