Gazzetta di Reggio

Nel week end

Armonia Festival, due giorni tra benessere e natura

Manuela Bigliardi
Armonia Festival, due giorni tra benessere e natura

Villa Minozzo: al via la quinta edizione a Costabona: «Al centro dell’evento ci sono cura di corpo, mente e spirito»

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Villa Minozzo Due giornate immerse nel verde, dedicate alla crescita personale, alla relazione autentica tra le persone e al contatto con la natura. Sabato e domenica Costabona di Villa Minozzo ospiterà la quinta edizione di Armonia Festival, una manifestazione ormai diventata punto di riferimento per chi cerca esperienze di benessere, consapevolezza e comunità. L’evento, gratuito e organizzato grazie al lavoro di numerosi volontari, nasce da un percorso che affonda le proprie radici ben prima della prima edizione del festival. A raccontarlo è Cristopher Pellini, co-fondatore e oggi volontario dell’organizzazione.

«Il festival getta le radici nel luogo, e nell’esperienza di comunità che negli anni abbiamo cercato di costruire all’Osteria del Maggio – spiega Pellini –. L’Osteria, che inizialmente, ho aperto con mio padre Marco, è diventata nel tempo un punto di incontro sociale e umano. Ho sempre cercato di trasferire nel lavoro ciò che imparavo nel mio percorso personale, spirituale e psicologico». Un cammino fatto di esperienze e studi che lo hanno portato a confrontarsi con discipline e tradizioni diverse: dalla medicina cinese allo shiatsu, dalle arti marziali alla meditazione, i percorsi di counseling e crescita personale, fino ai viaggi in Sud America, India, Himalaya e nei monasteri europei. «Tutto ciò che scoprivo e imparavo – racconta – cercavo poi di condividerlo con le persone che lavoravano con me e con chi frequentava l’osteria. Mi ha sempre accompagnato una frase: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Così ho provato a lavorare su me stesso, ma anche sui luoghi in cui vivevo e sulle relazioni che costruivo».

Negli anni anche l’organizzazione dell’osteria è cambiata profondamente. Da una gestione fortemente centrata sul fondatore si è passati a un modello più partecipato, basato sulla responsabilizzazione dei collaboratori e sulla crescita condivisa. «Ho cercato di trasformare i modelli di lavoro tradizionali, lavorando anche sulle mie parti egoistiche e di controllo, permettendo alle persone di assumersi responsabilità e contribuire attivamente. Con mia sorella Alice, diventata poi socia dell’attività, abbiamo sviluppato un metodo basato sull’ascolto reciproco, sulla formazione e sulla comunicazione. Organizziamo incontri periodici e momenti dedicati alla crescita personale, perché crediamo che il benessere individuale possa migliorare anche il lavoro e le relazioni».

È proprio da questa esperienza che si sviluppa l’idea di creare un festival. Un progetto nato insieme ad altre persone del territorio, tra cui le iniziali co-fondatrici Fiorenza e Roberta, e le successive persone che gli hanno dato forza e impegno per permettergli di continuare ad espandersi, adesso un team di volontari in continua crescita. «L’osteria era diventata un luogo in cui le persone dell’Appennino potevano trovare uno spazio amico: accoglienza, relazione, occasioni per esprimersi. Organizziamo concerti, jam session, cinema, incontri culturali. Ricordo che alcuni ragazzi mi dissero: “Se non ci fosse l’Osteria del Maggio non sapremmo dove andare”. Quelle parole mi hanno fatto sentire la responsabilità di continuare questo lavoro e di portarlo anche oltre le mura del locale». Armonia Festival rappresenta oggi l’estensione naturale di quel percorso. Al centro ci sono valori come la cura del corpo, della mente e dello spirito, la connessione con la natura, la fratellanza, la cooperazione e la crescita comunitaria. Durante le due giornate saranno presenti insegnanti di yoga, dottori, counselor, terapeuti, esperti di meditazione, operatori sciamanici, psicoterapeuti, conferenzieri di differenti discipline, ecologia e benessere naturale. Non mancheranno la musica, la danza, i laboratori esperienziali e gli spazi dedicati al confronto e di condivisione.

«Non vogliamo che sia un festival di nicchia – sottolinea Pellini–. Vogliamo dare a tutti l’opportunità di avvicinarsi a pratiche che possano migliorare la qualità della vita». Una caratteristica distintiva dell’evento è la totale gratuità delle attività proposte. Tutto il festival è realizzato grazie al contributo volontario di organizzatori, operatori e collaboratori. Soltanto gli espositori dei mercatini, nel rispetto delle normative, possono vendere i propri prodotti e farsi conoscere dal pubblico. «Non c’è una finalità economica – spiega Pellini – . È un progetto costruito sulla cooperazione e sul dono. È bello vedere quante persone scelgano di mettere a disposizione tempo, energie e competenze per creare qualcosa di utile per la comunità». Nelle passate edizioni gli organizzatori hanno raccolto numerose testimonianze positive. «Ho visto persone cambiare il loro modo di relazionarsi agli altri, aprirsi, ritrovare fiducia e benessere. Non tutti hanno la possibilità di viaggiare nel mondo per conoscere queste realtà. Portarle vicino a casa, in un contesto accessibile a chiunque, è forse il risultato più importante». Un elemento che rende particolarmente orgoglioso Pellini è la partecipazione dei giovani. «Molti ragazzi e ragazze, anche appena maggiorenni, si sono messi in gioco in questi anni. Li ho visti crescere e maturare. Fare questo percorso insieme a loro è una delle soddisfazioni più grandi. In un certo senso l’Osteria del Maggio è diventata una scuola di vita e di crescita personale. Ed è questo che mi dà la forza di continuare».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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