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Ferragosto, a Campolungo tutti al lavoro per la grande Tortellata: 70mila tortelli fatti a mano per una festa che unisce tutto il paese

Luca Tondelli
Ferragosto, a Campolungo tutti al lavoro per la grande Tortellata: 70mila tortelli fatti a mano per una festa che unisce tutto il paese

Castelnovo Monti: l’appuntamento è per giovedì e venerdì

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Castelnovo Monti C’è chi impasta, chi prepara il ripieno, chi tira la sfoglia con la precisione di un artigiano, chi chiude uno a uno i tortelli e chi, tra una teglia e l’altra, insegna ai più giovani gesti antichi che rischierebbero di andare perduti. A Campolungo, nei giorni che precedono Ferragosto, la canonica si trasforma in un laboratorio di comunità. È qui che prende forma uno degli appuntamenti più amati dell’estate reggiana: la Tortellata di Ferragosto, in programma gioevedì e venerdì, giunta alla 27ª edizione.

70mila tortelli freschi
In questi giorni sono circa 70mila i tortelli che vengono preparati rigorosamente a mano. Non escono da laboratori industriali e non vengono congelati: sono fatti e serviti freschi nel giro di poche ore, per conservare tutta la qualità della pasta e del ripieno. I gusti sono quelli della tradizione: erbette, patate, zucca e radicchio. Accanto ai tortelli non mancheranno arrosti, dolci casalinghi e altre specialità della cucina montanara, oltre allo zucchero filato dedicato ai più piccoli. Un lavoro collettivo Ma ciò che rende davvero speciale questa manifestazione è il modo in cui nasce. A Campolungo praticamente tutto il paese partecipa. Le storiche rezdore lavorano fianco a fianco con uomini, ragazzi e bambini. Arrivano perfino villeggianti che scelgono di trascorrere qualche ora della propria vacanza aiutando a preparare la festa. Ognuno trova il proprio posto: chi impasta, chi tira la sfoglia, chi prepara il ripieno, chi chiude i tortelli, chi organizza la logistica e chi, nelle due serate, servirà ai tavoli migliaia di persone. È un lavoro enorme, che dura giorni, ma che viene vissuto come una festa ancora prima dell’apertura degli stand. È anche un’occasione preziosa per tramandare un patrimonio di saperi che difficilmente potrebbe essere appreso altrove. I più giovani imparano tecniche e ricette direttamente da chi le custodisce da una vita, in un passaggio di testimone spontaneo che rappresenta uno degli aspetti più preziosi dell'iniziativa.

Lo scopo benefico

Se la cucina è il cuore della manifestazione, la solidarietà ne rappresenta l’anima. Fin dalla prima edizione la Tortellata nasce infatti con uno scopo benefico, e ogni anno il ricavato viene destinato a progetti concreti, sia sul territorio sia in contesti internazionali dove il bisogno è più urgente. Nel 2026 saranno tre le iniziative sostenute grazie ai fondi raccolti durante le due serate. Una parte servirà a riqualificare l’area giochi parrocchiale accanto alla chiesa di Campolungo, creando uno spazio ancora più accogliente e sicuro per bambini e famiglie della comunità. Un secondo intervento guarda all’Amazzonia brasiliana, dove l’associazione Dom Gino Malvestio gestisce il Centro Mao Dadas, a Mocambo do Arari, una località raggiungibile soltanto in barca. Il centro accoglie bambini e ragazzi, garantisce istruzione, rappresenta un presidio contro il lavoro minorile e la violenza e distribuisce ogni giorno circa cento pasti. Dopo quasi trent’anni di attività le strutture necessitano però di importanti interventi di manutenzione: il contributo della Tortellata servirà alla ristrutturazione del tetto del salone principale oppure di alcune delle casette che ospitano le attività educative. Il terzo progetto sosterrà invece MAM – Mamme dell’Altro Mondo, associazione impegnata nella lotta alla malnutrizione infantile nella regione del Sidamo, nel sud dell’Etiopia. In un territorio segnato da siccità, alluvioni, inflazione e difficoltà di accesso ai servizi sanitari, l’obiettivo è costruire un modello di autosufficienza alimentare. I fondi contribuiranno alla realizzazione di un pollaio con l’acquisto di 200 galline, capaci di garantire ogni giorno uova destinate ai bambini del centro nutrizionale e alle donne in gravidanza, oltre a generare un piccolo reddito attraverso la vendita delle eccedenze. Il progetto prevede anche l’acquisto di una mucca e di cinque caprette, fondamentali per assicurare latte ai bambini e per avviare un meccanismo di solidarietà tra le famiglie del villaggio: le prime caprette nate verranno infatti donate ad altri nuclei vulnerabili, creando una rete di sostegno destinata a crescere nel tempo. Un intervento che punta non solo ad affrontare l’emergenza alimentare, ma a costruire le basi per una maggiore autonomia della comunità

Sostenibilità La festa guarda anche all’ambiente. Da tempo Campolungo ha scelto una strada precisa: piatti lavabili, posate in metallo e materiali compostabili, riducendo al minimo la produzione di rifiuti. Un'attenzione alla sostenibilità che si affianca alla valorizzazione della cucina tradizionale e del territorio. E poi c'è l'aspetto forse più sorprendente per chi arriva per la prima volta. La Tortellata è certamente un paradiso per i buongustai, ma è anche una delle feste più frequentate dai giovani dell'estate appenninica. Le due serate saranno animate da musica e intrattenimento, trasformando Campolungo in un luogo capace di mettere insieme generazioni diverse. Attorno ai tavoli siedono famiglie con bambini, gruppi di ragazzi, escursionisti, turisti e abitanti dell'Appennino. Tutti accomunati dalla voglia di trascorrere qualche ora insieme. È probabilmente questo il segreto di una manifestazione che, nata negli anni Ottanta quasi come una festa di paese, è diventata uno degli eventi simbolo dell'estate dell’Appennino reggiano. I tortelli restano il richiamo più famoso, ma ciò che ogni anno continua a richiamare migliaia di persone è qualcosa di più difficile da descrivere: la sensazione di partecipare, anche solo per una sera, a una comunità che continua a ritrovarsi attorno a una tavola, trasformando una ricetta della tradizione in un gesto di accoglienza e solidarietà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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