Gazzetta di Reggio

L’intervista

Le Bambole di Pezza in concerto a Reggio Emilia: «Speriamo di ispirare le ragazze»

Adriano Arati
Le Bambole di Pezza in concerto a Reggio Emilia: «Speriamo di ispirare le ragazze»

Le rocker questa sera alle 21 sul palco della Festa nazionale dell’Unità al Campovolo: «Sanremo ci ha dato grande visibilità, dal vivo sul palco realizziamo la nostra magia»

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Reggio Emilia Amore per la musica, energia e voglia di essere magari una piccola ispirazione. Arrivano a Reggio con un bel carico di dinamismo e motivazioni le Bambole di Pezza, protagoniste questa sera di uno dei concerti – a ingresso gratuito – tra i più attesi della Festa nazionale dell’Unità in scena al Campovolo. La formazione rock tutta al femminile ha ripreso l’attività nel 2021 dopo una lunga pausa e da allora ha accelerato, con tre dischi e tanta popolarità conquistata a suon di concerti e presenze speciali, come la partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo. A raccontare questi momenti intensi sono le due componenti di più lunga data, le chitarriste Lisa “Morgana Blue” Cerri e Daniela “Dani” Piccirillo, che partono dal momento più atteso, quello sul palco.

«Per noi l’elemento dal vivo è sempre quello principale, è il luogo dove realizziamo un po' la nostra magia e ci uniamo col nostro pubblico. Per una band rock questo è il momento essenziale, per cui siamo molto contente. Avevamo già tanto pubblico, poi quest’anno la spinta di Sanremo ci ha dato ulteriore visibilità».

La vostra base non vi molla?

«Esatto. Dai tempi delle prime prove nei garage abbiamo sempre avuto persone che ci hanno sostenuto e che ci hanno sempre incoraggiato, soprattutto per i live. Perché alla fine i dischi li fai per l’espressione creativa in sé ma sempre con lo sguardo rivolto all’esibizione dal vivo, quella che ci esalta».
Avete iniziato a fine anni ’90. Quanto è cambiato il vostro pubblico?
«Con orgoglio, possiamo dire che il pubblico storico è sempre tornato ai nostri concerti, adesso è bello vedere quelli che un tempo erano ragazzi arrivare magari con le loro famiglie, è molto bello vedere bambine e i bambini a un concerto rock. Speriamo sempre di accendere in loro una scintilla e far sì che magari saranno dei musicisti del domani».
Che brani sentiremo a Reggio? Quelli dell’ultimo disco o una selezione della vostra carriera?
«Mischiamo sempre, gli ultimi tre dischi sono recenti, fatti con la formazione attuale, ma – e possiamo dirlo noi che siamo le due rimaste della prima formazione – è bello anche riprendere qualcosa del passato, come “Le streghe”, la prima canzone del nostro primo disco. Alterniamo spesso».
Ci sono capisaldi che rimangono?
«Molto cambia dal momento, dal contesto, dal dialogo tra noi e col pubblico. Un momento che abbiamo pensato di ripristinare riguarda “Stuntman”, durante la canzone chiamiamo sempre una ragazza sul palco per cantarla con noi».
Rispetto a altre band, avete sempre dato grande attenzione a testi che parlino del mondo, testi impegnati, attenti al mondo. Non era scontato e non lo è, no?
«Da sempre tendiamo a parlare delle nostre esperienze, anche di temi sociali che ci stanno particolarmente a cuore, per cercare una riflessione collettiva. E non lo facciamo solo sul palco, sui nostri social raccontiamo le nostre avventure, le nostre idee, condividiamo iniziative sociali o di raccolte firme che per noi sono importanti. E il tema delle donne è sempre stato molto centrale».
Su questo: per una formazione rock femminile, oggi il cammino è più semplice rispetto a quanto è stato per voi?
«Questo è un tema che ancora riguarda tante professioni, se si parla di astronaute e o calciatrici c’è sempre discussione. Alcuni pregiudizi rimangono, ma si sono fatti anche molti passi avanti e per noi, essere presenti anche in grandi eventi è un modo, speriamo, per essere anche di ispirazione per qualche ragazza. Speriamo che le venga voglia di imbracciare uno strumento, di chiedere di prendere lezioni di batteria o di chitarra».

La partecipazione a Sanremo è stata un coronamento, da questo punto di vista?
«È frutto di un percorso lungo, per noi essere state la prima band rock femminile a suonare sul palco di Sanremo in 76 anni di festival è un traguardo importante, e sapere che qualche ragazza possa partire da noi per avvicinarsi concretamente alla musica è altrettanto bello». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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