Reggio Parma Festival, debutta il “Lessico Animale” di Yuval Vital
Una nuova esplorazione all’interno del progetto “Il Bestiario della Terra”
Reggio Emilia Il Bestiario della Terra di Yuval Avital, progetto dell’anno 2022 di Reggio Parma Festival, prosegue il suo percorso con l’inaugurazione di “Lessico animale. Prologo”, in programma fino al 18 settembre all’Ape Parma Museo. “Lessico Animale” è una complessa esplorazione sul rapporto fra uomo e animalità, un rito d’arte in cui l’artista intende disvelare l’essenza autentica dell’essere umano, riportandolo alle sue origini istintive e animalesche, superando i tabù e le sovrastrutture culturali che lo tengono lontano da esse. Un invito a liberarsi dal dominio del domani, a vivere in pienezza il momento presente, ad accettare e anche abbracciare la propria vulnerabilità viscerale.
Dove finisce l’umanità? Dove inizia la bestialità? A partire da queste domande Yuval Avital ha accompagnato 19 attori del Corso di Alta Formazione Casa degli Artisti di Fondazione Teatro Due di Parma in un complesso processo di ricerca e trasformazione. In un laboratorio - performance di sei giorni che si è svolto a Teatro Due nel mese di maggio 2022, sono stati esplorati gli archetipi primordiali che uniscono e allontanano uomini e animali.
Un esperimento d’arte condotto in tempo reale, con il prezioso contributo del curatore della mostra Cristiano Leone che, in qualità di “drammaturgo dinamico”, durante l’intera durata del laboratorio ha messo a servizio del progetto la sua profonda conoscenza in materia di performance e medievalistica. All’Ape Museo si assiste alla restituzione inedita della realizzazione della performance, qui presentata come Prologo di un processo ancora in corso e che estenderà la sua portata ad altre sedi e in altre forme. Attraverso videoproiezioni, stampe fotografiche, calchi in gesso e altri oggetti legati alla performance, viene presentato per la prima volta al pubblico il percorso creativo di Lessico Animale.
«La performance – spiega Cristiano Leone – dura sei giorni, come la genesi narrata da innumerevoli culture. Dopo un riscaldamento collettivo, gli attori accedono a un’installazione che ricorda il “cerchio di luce”, quello delle tribù nomadi, riunite attorno al fuoco. Dentro al cerchio, il visibile: corpi, suoni e danze. Al suo esterno, l’invisibile: l’ignota e indistinta notte primigenia. Il cerchio di Avital è fatto di terra: l’humus da cui ha origine il genere umano e a cui esso è ineluttabilmente destinato. Attorno a questo spazio sacro sono collocate diciannove statuette d’argilla, dei lunghi rami recisi, delle ossa come memento mori e una serie di specchi, insieme vanitas e strumento di consapevolezza del corpo. Su un tavolo si intravedono acqua, argilla, pigmenti, cenere, con cui l’artista dipingerà i corpi dei performer. Infine, vi sono anche alcune maschere che, una volta indossate, sanciranno l’avvenuta trasformazione in animali. Si inizia con una serie di esercizi, attraverso i quali i performer esplorano gli archetipi primordiali che uniscono e allontanano uomini e animali: tra i molti, “la madre”, “il padre”, “il segreto”, “l’animale guida”. Bendati, si esplorano reciprocamente toccandosi, annusandosi, leccandosi; traslano i loro volti nelle mani, le loro bocche si moltiplicano, disposti in coppie formano un cuore che pulsa in una sistole e diastole suggerita dai corpi congiunti».
Il lessico animale di Yuval Avital, esplorando la natura attivo-dinamica dell’universo, supera l’illusoria opposizione umanità-animalità, presente sin dal titolo come un paradosso. La categoria del “lessico”, in quanto formulazione propriamente umana, dovrebbe infatti escludere – o dominare – quella di animalità. La soluzione all’apparente contraddizione si trova proprio nella tradizione medievale dei bestiari, in cui affonda le radici l’ingente progetto del Bestiario della Terra. Nel Medioevo, l’animale è un segno con cui “intelligere il liber naturae”. Yuval Avital scandaglia gli archetipi ancestrali in un rito che pone la contemporaneità a un livello insieme pre e post-umano. Combina, infatti, due tipi di iniziazione, quella artistica e quella misterica. Ne risulta un’opera-manifesto del confine, di quella zona tra performance art e teatro, tra visivo e performativo. Come una tragedia, Lessico Animale si articola in un prologo e in una serie di atti. Il prologo documenta la trasformazione, attraverso fotografie, video, calchi, interviste, etc. Come ogni lessico, è destinato esso stesso a ulteriori trasformazioni, a seconda di come si estenda nello spazio e nel tempo.
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