Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

Sul palco del San Prospero il debutto dell’Istriona

Giulia Bassi
Sul palco del San Prospero il debutto dell’Istriona

Alle 21,30 di giovedì 4 agosto in scena l’opera lirica di Fava

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Reggio Emilia Tra le passioni di Antonio Fava c’è la musica il cui interesse si lega anche ad una preparazione specifica. Questa volta Fava ha addirittura scritto un’opera lirica che debutta domani sera (ore 21.30) al teatro San Prospero: s’intitola “L’Istriona” ed è in un atto per soprano, piccola orchestra e coro, tutti a parti reali.

Dedicata a chi è donna è affidata alla voce di un’unica interprete, Annina Gieré, molto attiva in produzioni internazionali, nei ruoli di grande repertorio, in Mozart, Donizetti, Bellini. Con tanto orgoglio Fava presenta questa nuova produzione portata a termine nel lungo periodo del lockdown.

«La Commedia continua, quella dell’arte e quella umana – tiene a dire Fava –. L’evoluzione dei modi di porci di fronte all’arte come di fronte a noi stessi produce formule nuove e aumenta, moltiplica, accelera i contatti di tutti con tutti. Ma la necessità di capire e approfondire resta, anzi, cresce insieme a tutto il resto. In tutti i campi. Anche in questo mondo della finzione vivente, il Teatro, apparentemente destinato all’estinzione, cancellato dalla tecnologia e dal frastuono globale. Apparentemente: un guasto tecnico e quel mondo virtuale e rumoroso si spegne, lasciando, ai suoi assidui, un angoscioso silenzio ed un improvviso senso di abbandono. Ma il Teatro non si spegne. I materiali di cui è fatto siamo noi. Ci sarà sempre».


Con questa ferrea convinzione Fava ha portato a termine l’opera la cui ambientazione è nella Roma antica dove tutto muove la Dea Uni Caprutina simbolo d’indipendenza di pensiero. Hystrix, la schiava istriona, si rivolge a lei e trova la forza di dare voce a chi voce non ha. È il 7 luglio, la festa per tutte le donne schiave, festa tutta al femminile, promotrice e propiziatrice di fertilità e prosperità. Festa pur sempre cruenta, con momenti di violenza tuttavia auto inflitta. Istriona, Hystrix, poiché donna e schiava, celebra e lo fa a modo suo, eleggendo una sua venerata figura, quella della ninfa Eco, bella, buona, sfortunata, perseguitata, condannata a una tragica, umiliante, immortalità. È la vicenda di Eco, il suo amore per Narciso, la sua fine invisibile impalpabile ma udibile, immensamente poetica, commovente. Anche Narciso ha i suoi guai, innamorato di un irraggiungibile riflesso. Lui, Narciso, è sordo e cieco e muto al dolore di chi lo ama, nemmeno se ne accorge tanto è preso da se stesso. Nel suo incontenibile istrionismo, Hystrix farà esistere molti personaggi fra dèi, mortali, animali, piante, mostri. «Qui – ci dice Fava – Hystrix è l’inventrice del Grottesco».

La piccola orchestra è composta da Chiara Bigi flauto Jennifer Piazza clarinetto, Benedetta Pozzi fagotto, Thomas Coccolini percussioni, Corina Gieré pianoforte e direzione musicale. Il coro dei Cantori, diretto da Andrea Caselli e coordinato da Gianfranco Boretti, è formato da Caterina Belvedere soprano, Morena Vellani mezzosoprano, Giusy Poli contralto, Remo Caminada tenore, Claudio Lacava baritono, Ettore Schiatti basso; Carlos Becker è il pantomimo; maschere, costumi e accessori provengono dai laboratori ArscomicA e la regia è di Antonio Fava. «Con questa produzione, ArscomicA, gestita tenacemente da Dina Buccino – tiene a dire l’autore – fa un passo grande e importante, verso produzioni impegnative e di alto livello culturale e artistico. È anche una prova d’indipendenza, fuori da mode e da “parole d’ordine” imposte da questo o quel momento».

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