Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia

Baldelli omaggia la Grande Mela

Giulia Bassi
Baldelli omaggia la Grande Mela

Dal 5 agosto il disco “New York City Tracks” fuori su tutte le piattaforme

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Reggio Emilia Dopo quattro anni dall’ultimo disco il chitarrista reggiano Giacomo Baldelli, uno dei migliori interpreti italiani di musica contemporanea, torna sulle scene con “New York City Tracks”. Fruibile dal 5 agosto su tutte le piattaforme di streaming digitale, l’album è imperniato sull’esplorazione dell’anima più viscerale e nascosta di cinque compositori di musica contemporanea: si passa da Steve Reich (il suo musicista preferito)a Bryce Dressner, passando per Philip Glass, attraverso l’esecuzione di altrettante tracce scelte. Un disco che rielabora il senso di libertà dietro l’avanguardia minimale con arrangiamenti eleganti, densi e onirici per una personale visione legata a un percorso musicale di ricerca e riscoperta. In particolare “New York City Tracks” riparte dall’ultimo lavoro datato 2018 ed intitolato “Electric Creatures”, proposto anche alla Biennale di Venezia del 2018 sotto il moniker NIDRA che portava già al suo interno una “rottura” di quelle regole che contraddistinguono da sempre la musica d’avanguardia. Da quel momento Baldelli si ritrova a pensare ad alcuni compositori il cui percorso musicale e personale abbia avuto a che fare con New York.

Il riferimento principale legato alla città si trasforma in una nuova forma di un linguaggio scaturito da un ambiente sensoriale, architettonico e iconografico che spinge l’ascoltatore in direzione di un sound pulsante e quasi ancestrale. Il risultato è un album intimo, ma quasi mai intimista, che aggiunge alle partiture un universo sonoro in cui la chitarra di Baldelli tratteggia in ogni brano un microcosmo personale che racchiude sperimentazioni uniche, disallineate, armoniche e dissonanti. «Electric Counterpoint è uno dei brani che preferisco – dice Bardelli – e forse uno dei più famosi di Reich, senza considerare che è stato suonato da centinaia di persone. La bellezza di questa partitura è che può cambiare forma e suono a seconda delle scelte personali di chi lo suona perché è una composizione per chitarra solista, orchestra di chitarra e due bassi elettrici. Dipende da quello che si vuole far risaltare: la versione di Johnny Greenwood dei Radiohead, ad esempio, ha contribuito a suggerire un mood che poi ho adottato in parte anche io nel suono che ho registrato».

«Di Electric Counterpoint – continua il chitarrista – sento che potrei farne un’altra versione in futuro, qualcosa che maturi insieme a me con il trascorrere del tempo. Il lavoro di Bryce Dressner mi piaceva essenzialmente per il tipo di partitura di chitarra, che ha un ché di speciale, un “gioco” legato al ritmo che si ispira tanto al capolavoro di Reich quanto alla musica di Jerry Garcia dei Greatful Dead. Il brano di John Cage, Dream lo suonai per la prima volta a Leeds per il centenario della sua nascita. Un omaggio che feci elaborandone una particolare trascrizione. Infatti in New York City Tracks ho ricreato con la chitarra quell’effetto del pedale sustain del pianoforte per cui la partitura di Cage era stata pensata. E ancora Warmth di David Lang nasce in origine per due chitarre e lo suonai con Nadav Lev qui a New York. Mentre Philip Glass, nome conosciutissimo, spesso associato a certe composizioni easy listening, è arrivato al successo solo alla fine di un lungo percorso».

Nato a Reggio Emilia e residente a New York dal 2014, Giacomo Baldelli è da sempre attivo nell’esplorazione del repertorio contemporaneo per chitarra. Nell’ultimo decennio il suo lavoro si è focalizzato nell’interpretazione e nello sviluppo di nuovo materiale per chitarra elettrica. Instancabile e volitivo nel cercare la sua strada, nel corso della sua carriera si è esibito come solista e in formazioni da camera in Italia e all’estero, tenendo concerti solistici, per lo più per chitarra elettrica, in importanti stagioni e in manifestazioni quali il Festival Aperto di Reggio Emilia e il Festival Cinque Giornate a Milano. Ma anche University of Leeds International Concert Series (Inghilterra), BUCNM Concert Series a Boston, Alia Musica Festival a Pittsburgh, Compositum Musicae Novae a Miami, Versipel New Music a New Orleans, National Sawdust e Spectrum a New York. Nel corso degli anni, ha tenuto numerose masterclass e residenze artistiche, tra cui si ricordano il research-led performance workshop del 2016 dedicato a Fausto Romitelli, co-prodotto dalla Fondazione Giorgio Cini e Orpheus Instituut (Venezia) e la residenza artistica del 2017 presso la Boston University.

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