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Reggio Emilia

Musica, danza e circo

Giulia Bassi
Musica, danza e circo

Sangaré inaugura il Festival Aperto. Tre giorni di note fra Valli e Cavallerizza

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Reggio Emilia «La musica è dentro di me. Senza di essa non sono niente e niente può portarmela via». Una delle voci più apprezzate del Mali, icona della musica tradizionale africana, ambasciatrice Onu dei diritti delle donne, Oumou Sangaré, questa sera alle 20.30 apre al Valli il Festival Aperto intrecciando musica tradizionale africana e blues.


Il concerto è uno dei tanti appuntamenti che si susseguono fino a domenica che si svolgono anche all’aperto: la performance di teatro, danza e circo di Joan Català Pelat al Parco del Popolo domani (ore 16) e domenica (ore 15); l’esecuzione da parte di Zaum_percussion di Persephassa di Jannis Xenakis domani alle 17 in Piazza Martiri del VII luglio; lo spettacolo Huitième Jour al Parco del Popolo con compagnia La Mob à Sisyphe domani alle ore 18 e domenica alle 16.30 e Bibilolo Opéra de chambre per oggetti manipolati e tastiere elettroniche, regia di Arno Fabre e musica di Marc Monnet domenica (ore 18), alla Cavallerizza.


Artista uscita dai quartieri poveri di Bamako (Mali), Sangaré ha prodotto una serie di lavori tra i più importanti della musica africana d’oggi. Ha fan illustri come Alicia Keys, Aya Nakamura e Beyoncé.
Timbuktu, l’ultimo album, intreccia i suoni degli strumenti tradizionali dell’Africa occidentale e quelli legati alla storia del blues.


«Ho messo la mia vita in questo disco – racconta – tutta la mia vita, questa vita in cui ho conosciuto la fame, l’umiliazione della povertà e della paura, e da cui oggi traggo gloria». I testi di Timbuktu trattano dei misteri indecifrabili dell’esistenza, della situazione pericolosa del Mali attuale, della condizione delle donne africane. I “mood” emozionali toccano l’introspezione e il languore amoroso, l’esasperazione e l’orgoglio.


Pelat la performance di Joan Català tra teatro, danza e circo è una proposta che cancella i confini tra danza, circo, teatro e performance. Una rivisitazione naturale delle tecniche artigianali e dei propri ricordi e allo stesso tempo uno spettacolo circense per la piazza.
Persephassa con gli Zaum-percussion (Simone Beneventi, Carlota Caceres, Lorenzo Colombo, Gabriele Genta, Matteo Savio, Marta Soggetti) concepito da Xenakis per essere eseguito di preferenza all’aperto fu eseguito per la prima volta nel 1969 a Persepolis, in Iran, dai Percussions de Strasbourg sistemati su tronconi delle colonne del Palazzo di Re Dario.


In Huitième jour, i tre interpreti di La Mob à Sisyphe ingannano la loro noia giocando, non per riuscire, ma per cadere. Bambini terribili si sfidano tra acrobazie, giocoleria e abilità, trasgredendo le regole in un caos liberatorio.
Bibilolo è un’opera da camera senza attori né cantanti. Un balletto per animali di plastica, ruspe radiocomandate, mini-telecamere, robot sterminatori e ombre proiettate. Arno Fabre ha reinventato il lavoro del compositore Marc Monnet, creato in origine per le Percussions de Strasbourg nel 1997. La scena è uno spazio-mondo che si presta al gioco delle esplorazioni e delle trasformazioni, luogo del sogno, del fantastico e del terrificante.

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