Gazzetta di Reggio

Correggio

Ultimi due giorni per fare visita alla mostra di Montorsi e Moss

Ultimi due giorni per fare visita alla mostra di Montorsi e Moss

A Palazzo dei Principi il progetto espositivo a cura di Elena Giampietri

2 MINUTI DI LETTURA





Correggio Ultimi due giorni, oggi e domani, per fare visita a Rerum perturbator, Distruptor of things, la mostra degli artisti Giordano Montorsi e Sandra Moss, a cura di Elena Giampietri, a Palazzo dei Principi di Correggio. Il progetto espositivo nasce da urgenze sociali molto attuali: la conservazione del pianeta, i cambiamenti climatici e la guerra. In questo senso, l’arte di Montorsi e Moss vuole essere un’occasione di riflessione e presa di coscienza: ognuno attraverso il proprio stile, differente ma complementare. Di seguito una piccola chiacchierata con la curatrice.

Qual è il senso di questo progetto espositivo?

«È mettere in evidenza la condizione della vita sotto minaccia dell’attività umana che investe l’ambiente, il prodotto della guerra, con una speranza di creare un impatto che può cambiare le scelte».

Che differenze tra i vostri stili pittorici?

«Il lavoro di Montorsi è vario ed eclettico e si traduce in pittura, scultura, installazione con cromie intense, materia evidente e linee geometriche, partendo da una sua affermazione che l’arte nasce per gioco, nel gioco, con il gioco attraverso il desiderio e la libertà. Nel lavoro di Sandra Moss emergono sfumature cromo naturali per creare profondità dello spazio. Forme biologiche curva lineari, materia non evidente, trasparenze di grande sensibilità. In più la pittura di Sandra Moss sulle esperienze attuali condotte in natura».

Quali i pezzi più significativi di ognuna delle due sezioni?

«Per Sandra Moss: “Faccio finta di niente”, (papaveri ostacolati) installazione; “Drought drawings” (Disegni della siccità), installazione; “Darkness disrupted” (cinque dipinti)( natural processes interrupted by human activity); “Keeper of the flame”. Per Giordano Montorsi uno dei pezzi più significativi è “Dormono le verdi valli al tramonto”, opera dipinta di grandi dimensioni e l ‘installazione “No war nowhere”».

In che termini si realizza la collaborazione artistica tra i due artisti?

«Nel condividere osservazioni quotidiane, collaborazioni tecniche, allestimenti di mostre, scelta delle opere, scelta dei titoli, di condizioni poetiche vissute con tanta libertà creativa».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google