Gazzetta di Reggio

Lo spettacolo

Tacchini per colpa del virus riflettendo sulla pandemia

Alice Benatti
Tacchini per colpa del virus riflettendo sulla pandemia

“L’estinzione della razza umana” è il titolo della tragicommedia in scena il 16 e 17 dicembre al teatro Asioli

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Correggio Dopo il debutto alla regia con “Farfalle”, il drammaturgo reggiano Emanuele Aldrovandi, tra gli autori più interessanti della nuova generazione, torna a far parlare di sè con “L’estinzione della razza umana”, tragicommedia che ha debuttato a maggio al teatro Stabile di Torino e ora si prepara a sbarcare al teatro Asioli di Correggio: l’appuntamento è per venerdì 16 e sabato 17 dicembre alle ore 20.30. A differenza di quanto può far pensare il titolo (che nell’idea iniziale doveva essere “Tacchini”), la “commedia filosofica” di Aldrovandi fa parecchio divertire nel raccontare la storia di due coppie chiuse nell’androne di un palazzo durante la pandemia di un particolare virus che trasforma le persone in tacchini. Lo spettacolo tocca dunque “corde” conosciute, giungendo a ricomprendere altre ansie contemporanee: la controversa decisione di avere figli in un mondo destinato a finire nel 2050, la salute (precaria) del pianeta, la falsità nei rapporti umani, la manipolazione dei media. «Il rimando a quello che abbiamo vissuto è evidente – spiega l’autore e regista – vuole essere il punto di partenza per arrivare a raccontare questi cinque esseri umani, i quali si trovano a confliggere in una situazione complicata che li porta a scavare dentro loro stessi, nei loro rapporti di coppia e visioni del mondo». Insieme ai quattro fidanzati, infatti, c’è un quinto personaggio che funge da “ponte” verso il mondo esterno: un corriere che irrompe in questo androne per portare continuamente pacchi a una delle protagoniste (impersonata dall’attrice reggiana Eleonora Giovanardi). «Sono onorato di ospitare al teatro Asioli una sorta di ritorno a casa di Aldrovandi e Giovanardi, artisti di fama nazionale e internazionale», ha sottolineato ieri a Palazzo Allende di Reggio Emilia, nel corso della presentazione dello spettacolo, il subcommissario del Comune di Correggio Gabriele Gavazzi. «Il teatro sarà pieno di amici e quindi sarà l’occasione per rivederli», le parole di Eleonora Giovanardi, che manca dai palchi della provincia da parecchio tempo e con l’Asioli racconta di avere un rapporto speciale, avendo il teatro ospitato concerti che hanno segnato la sua giovinezza.

«La cosa bella – ha evidenziato l’attrice – è che nel testo di Emanuele si incontrano delle visioni del mondo differenti e ogni volta che lo spettatore si avvicina al pensiero di qualcuno dei personaggi poi si sposta su un altro punto di vista». «La polarizzazione dei punti di vista è alla base della scrittura del testo – le dà manforte Aldrovandi – quello che abbiamo cercato di fare è stato trovare la ragione in ciascuno e quindi restituire la complessità: non dicendo dunque chi aveva ragione e chi torto su alcuni argomenti ma tentare di far emergere in modo profondo le sfaccettature della realtà. L’azione civile che fa questo spettacolo è far uscire gli spettatori divertiti, con qualche domanda in più e qualche certezza in meno». Sul palco, insieme ad Eleonora Giovanardi (che in queste settimane potete vedere anche al cinema in “La California”), protagonisti gli attori Giusto Cucchiarini (anche lui reggiano), Luca Mammoli, Silvia Valsesia e Riccardo Vicardi. Lo spettacolo – una produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/Associazione Teatrale Autori Vivi in collaborazione con La Corte Ospitale – vede la partecipazione vocale di Elio De Capitani. I costumi sono della reggiana Costanza Maramotti.


 

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