Gazzetta di Reggio

A teatro

Aldrovandi riscrive l’eroe omerico: in “Nessuno” il suo Ulisse è Stefano Accorsi

Alice Benatti
Aldrovandi riscrive l’eroe omerico: in “Nessuno” il suo Ulisse è Stefano Accorsi

Lo spettacolo di cui il regista reggiano ha firmato il testo ha debuttato venerdì

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Boretto È un Ulisse che nasce dall’immaginario del regista reggiano Emanuele Aldrovandi quello portato in scena da Stefano Accorsi venerdì al Teatro Il Maggiore di Verbania in anteprima nazionale. È lui, infatti, a firmare il testo dello spettacolo “Nessuno. Le avventure di Ulisse”, prodotto dalla compagnia Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo e con la regia di Daniele Finzi Pasca, che l’altra sera ha condotto il pubblico in un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle contraddizioni del più umano tra gli eroi omerici. Il teatro era sold out, la platea in fermento, trascinata dentro una narrazione che ha saputo avvicinare il pubblico all’Ulisse impersonificato da uno dei più amati attori italiani.

«Un anno fa la produzione mi ha chiesto di scrivere un adattamento dell’Odissea per Accorsi», racconta Aldrovandi, direttore artistico del Teatro del Fiume di Boretto e fondatore della dell’associazione teatrale Autori Vivi. «Da lì è iniziato un percorso lungo, fatto di incontri, chiacchierate, condivisione di immaginari. Abbiamo lavorato insieme per capire come volevamo raccontare Ulisse. La scelta interpretativa non è stata un punto di partenza, ma il risultato di un processo davvero condiviso». Un lavoro, quello tra autore e attore, che il pluripremiato drammaturgo reggiano definisce «una collaborazione molto virtuosa», nata su un terreno di fiducia reciproca. «Con Accorsi mi sono trovato bene sia artisticamente che umanamente».

Solo in una fase successiva è entrato nel progetto Finzi Pasca, con il suo approccio fortemente performativo, che affonda le radici nel circo contemporaneo. «Ha aggiunto una dimensione visiva e musicale che ha arricchito il lavoro fatto fino a quel momento. Ne è nata una contaminazione virtuosa di linguaggi artistici diversi, che convivono senza sovrapporsi». Al centro dello spettacolo c’è un Ulisse sorprendentemente contemporaneo: un uomo che ha attraversato i secoli ed è consapevole delle infinite narrazioni costruite attorno a lui. Sembra suggerire che sono proprio tutte le storie che gli sono state cucite addosso nel corso dei secoli a fare di lui ciò che è.

Accorsi lo incarna nella sua essenza di scopritore, ma anche nelle sue imperfezioni e nei suoi sbagli: del resto, Ulisse è l’uomo fallibile che resta sette anni da Calipso, che tradisce la moglie Penelope con la Maga Circe per un anno, che perde i compagni divorati dal ciclope Polifemo per colpa della propria curiosità. Uno sguardo sull’eroe, insomma, che si incrina e si umanizza, lo stesso che attraversa il lavoro di Emanuele Aldrovandi sui classici: oggi, alle 16, al Teatro del Fiume di Boretto, firma adattamento e mise-en-espace de “Il principe felice” di Oscar Wilde, affidato alla voce di Sara Lazzaro. «La cosa più efficace», sottolinea Aldrovandi, «è che Ulisse non è un eroe distante. In certi momenti potrebbe essere chiunque di noi, qualcuno in cui lo spettatore può riconoscersi. Questo lo rende accessibile, crea una sintonia immediata con il pubblico».

“Nessuno” è un progetto fortemente voluto da Accorsi e dalla produzione che, dopo l’anteprima di Verbania, continuerà a lungo: sono già previste 45 date fino ad aprile, con una tournée che proseguirà anche nella prossima stagione. «Mi piacerebbe portarlo anche a Boretto», confida Aldrovandi, «compatibilmente con la scenografia, che è piuttosto alta. Ma so che ci sono già altri teatri della provincia interessati a inserirlo nel loro cartellone».

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