Gazzetta di Reggio

L.elettorale: Ceccanti, 'fini condivisibili ma i mezzi sono sbagliati'

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Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Sulla legge elettorale bisogna distinguere nettamente il dibattito sui fini da quello sui mezzi. E’ giusto il fine, che deve essere l’obiettivo gerarchico più importante, di favorire una scelta degli elettori sulla maggioranza di Governo evitando pareggi (che non sarebbero gestibili dai partiti odierni e che sfocerebbero in elezioni ripetuti) o esiti oligarchici (in Italia i partiti non sono in grado dopo il voto di stipulare alleanze basate sul rispetto chiaro del rapporto tra consenso, potere e responsabilità, affidando la guida del Governo alla personalità indicata dal partito più votato della coalizione che si viene a formare)". Lo dice il costituzionalista Stefano Ceccanti. "Non sono pertanto condivisibili le critiche che contestano il fine. Il modello del proporzionale con premio e eventuale ballottaggio è in continuità col modello della commissione dei saggi del Governo Letta di cui ho fatto parte. I mezzi però sono illegittimi e/o sbagliati". "La scelta di un premio fisso invece di uno che pone un tetto del 55 per cento (quella che era stata accolta dalla Corte sull’Italicum Renzi) espone per un verso a maggioranze eccessive (230 deputati a cui si aggiungono eletti all’estero, in Trentino Alto Adige e Val D’Aosta significa arrivare a 236-237, ossia al 59 per cento circa) e, all’opposto troppo limitate (che vince il ballottaggio avendo preso il 35 per cento dei voti al primo turno arriva a ridosso della maggioranza, ma il ballottaggio ha senso se è decisivo). La scelta di non prevedere un coordinamento tra i risultati di Camera e Senato porta ai paradossi già descritti ieri, ossia espone a maggioranze diverse o opposte. I fini sono condivisibili ma i mezzi sono sbagliati".