Lega Filo d'Oro, alla Conferenza nazionale quasi 100 persone con sordocecità
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Roma, 11 mag. (Adnkronos Salute) - Circa 100 persone con sordocecità provenienti da tutta Italia, ciascuna affiancata da un volontario, hanno partecipato alla X Conferenza nazionale delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d'Oro, che ha riunito dal 7 al 10 maggio al Club Hotel Dante di Cervia (Ravenna) professionisti dell'ente e oltre 50 interpreti di Lis e Lis tattile, fondamentali per permettere ai partecipanti di comunicare, confrontarsi e prendere parte a tutte le attività in programma. La Conferenza nazionale delle persone sordocieche, appuntamento triennale di grande valore - informa l'ente in una nota - anche in questa edizione si è confermata un'occasione fondamentale per condividere esperienze, bisogni e aspirazioni, ma anche per portare all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni le istanze di chi vive questa disabilità complessa e rafforzare la consapevolezza sui diritti ancora da garantire e sulla necessità di costruire una società sempre più inclusiva. Il tema scelto per questa edizione, 'Liberi di scegliere', segna un'evoluzione importante nel percorso avviato trent'anni fa con la prima Conferenza dedicata a 'Fuori dall’isolamento'. Oltre all'esigenza di uscire da una condizione di esclusione, le persone sordocieche rivendicano oggi il diritto di decidere come vivere la propria vita: lavoro, affettività, passioni, partecipazione sociale: ambiti in cui la libertà di scelta deve poter essere concreta e pienamente esercitabile. "A trent'anni dalla prima Conferenza nazionale delle persone sordocieche, il contesto è profondamente cambiato - ha affermato Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d'Oro - Sono stati fatti passi avanti importanti sul piano culturale, normativo e tecnologico, ampliando le possibilità di comunicazione, autonomia e partecipazione sociale. Se allora la priorità era uscire dall'isolamento, oggi questo non è più sufficiente: le persone sordocieche chiedono di poter scegliere, in modo libero e consapevole, come costruire il proprio progetto di vita. La vera sfida è fare in modo che questa libertà sia effettiva, creando le condizioni perché ciascuno possa studiare, lavorare, vivere le proprie relazioni e partecipare pienamente alla società. Vogliamo essere protagonisti delle nostre vite, registi e sceneggiatori del film della nostra esistenza, non più attori di un copione che altri scrivono per noi". Il programma della conferenza ha alternato relazioni introduttive e testimonianze dirette di persone sordocieche, momenti di dibattito e gruppi di discussione, nei quali i partecipanti hanno potuto confrontarsi sugli ostacoli ancora esistenti - culturali, ambientali e organizzativi - e individuare possibili soluzioni per superarli, prosegue la nota. Accanto ai momenti di approfondimento, c'è stato spazio anche per i laboratori esperienziali - dalla musica ai quadri tattili fino al Nordic Walking - e per le attività sociali, occasioni fondamentali per promuovere autonomia, relazione e inclusione. "I contenuti emersi in queste giornate rappresentano una guida preziosa per il nostro impegno futuro: ascoltare direttamente le persone sordocieche ci permette di comprendere in modo sempre più approfondito i loro bisogni - ha dichiarato Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d'Oro - E' da questo ascolto che nascono risposte concrete e sempre più efficaci. In questa direzione, la Fondazione è impegnata a rafforzare e ampliare la propria presenza sul territorio - oggi con 12 sedi - per raggiungere un numero crescente di persone e famiglie e garantire loro servizi sempre più adeguati alle loro necessità. La sfida è continuare a lavorare per una società in cui i diritti siano pienamente riconosciuti e ciascuno possa esprimere il proprio potenziale". In Italia - ricorda la la Lega del Filo d'Oro - si stima che le persone con disabilità sensoriali e plurime alla vista e all'udito e, contemporaneamente, con limitazioni di tipo motorio siano oltre 360mila. Una stima attualmente al ribasso perché non tiene in considerazione anche i minori al di sotto dei 15 anni, che non erano inclusi nella rilevazione, e le persone che presentano, oltre alla minorazione sensoriale, anche una disabilità intellettiva. Si tratta di persone che troppo spesso rischiano di rimanere invisibili, confinate nell'isolamento imposto dalla propria disabilità. In questo contesto, un passo avanti fondamentale è rappresentato dal recente riconoscimento della sordocecità come disabilità unica e specifica, sancito con l'approvazione definitiva del disegno di legge Semplificazioni-bis, che ha dato piena attuazione alla legge 107/2010. Una conquista attesa da anni, che ha esteso il riconoscimento a tutte le persone con compromissioni combinate della vista e dell'udito, congenite o acquisite, a prescindere dall'età di insorgenza. Una svolta importante sul piano normativo, che pone ora la sfida di tradurre questo riconoscimento in diritti concretamente esigibili, garantendo piena inclusione, autonomia e partecipazione alla vita sociale per tutte le persone sordocieche.
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