Ai, Omceo Roma: "Documento Atto medico guida per l'Ordine e ausilio per le 32 professioni sanitarie2
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Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) - "In medicina l'utilizzo dell'intelligenza artificiale è importante e rappresenta una grande opportunità, ma il giudizio clinico resta e deve restare umano. Il Documento Atto medico che oggi presentiamo come Omceo Roma assume un'importanza particolare proprio nel processo di digitalizzazione della sanità, perché pone alcuni punti fermi e chiarisce responsabilità e competenze: stabilisce, in sostanza, chi fa cosa, nel rispetto delle responsabilità proprie di ciascun professionista". Lo dichiara all'Adnkronos Salute Antonio Magi, presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri, in occasione della presentazione - oggi alla Camera dei deputati - di un volume e di un documento dedicati ad una nuova definizione di atto medico, presente il ministro della Salute, Orazio Schillaci. "Il documento - spiega Magi - vuole essere una vera e propria guida per l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Roma e per il rapporto tra le diverse professioni sanitarie. In un sistema sempre più complesso e multidisciplinare, nel quale operano 32 professioni sanitarie, è fondamentale definire con chiarezza ruoli, competenze e responsabilità, senza perdere di vista la centralità della persona assistita. In altre parole stabilire chi fa cosa". Per Magi "la tecnologia può essere un supporto insostituibile, ma non può sostituire il medico nel momento della deliberazione clinica. La decisione nasce dall'integrazione tra evidenze scientifiche, responsabilità professionale, principi etici e ascolto della persona". È "questa dimensione umana e relazionale che dobbiamo tutelare, perché dalla fiducia tra medico e cittadino dipendono non solo la qualità delle cure, ma anche la tenuta e la sostenibilità del nostro sistema sanitario". "L'atto medico va definito", ha spiegato Magi durante l'evento. "Se una volta le professioni sanitarie erano solo medico e infermiere, oggi siamo arrivati ad averne addirittura 32. Questo significa che ognuno ha delle proprie competenze specifiche e per poter permettere di lavorare insieme in attività multidisciplinari bisogna mettere dei punti fermi stabilendo chi fa cosa e chi ha responsabilità". "Per la prima volta - ha proseguito il presidente di Omceo Roma - abbiamo deciso, come Ordine dei medici, di creare queste linee guida a livello nazionale. In Parlamento si sta discutendo su come regolamentare le professioni sanitarie e questo documento può essere un ausilio per creare un'équipe sanitaria capace di lavorare insieme in modo armonioso in funzione del paziente". L'intelligenza artificiale è ormai protagonista anche nella medicina, ma certe decisioni devono rimanere esclusivamente del medico, ha ribadito Magi: "Telemedicina e intelligenza artificiale vanno normate. In particolare l'Ai va usata come strumento di lavoro, ma ogni decisione finale va presa dal medico o dal professionista sanitario che la userà. Quello che l'intelligenza artificiale può fare è aiutarci nella nostra attività, permettendoci di ritrovare quel rapporto tra medico e paziente che si era ridotto".
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