Gianfranco Minissale è il nuovo capo della squadra mobile di Roma: "Non un'unica mano dietro le 18 bombe"
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Roma, 4 nov. (Adnkronos) - "Non tutte le 18 bombe che abbiamo registrato negli ultimi mesi sono riconducili a un unico disegno criminale". Gianfranco Minissale, da oggi nuovo dirigente della squadra mobile capitolina, incontrando la stampa, affronta subito il tema degli ordigni fatti esplodere in diverse zone di Roma, per l'esattezza 18 in quattro mesi, che hanno creato un certo allarme nella popolazione. Tanto che a Roma Est i cittadini sono scesi in piazza più volte con diverse fiaccolate contro la criminalità organizzata. Si tratta di una "terra di contesa" da sempre "perché lì le piazze di spaccio hanno offerto la maggiore redditività", ha detto. E tra i recenti episodi anche l'esplosione del 23 ottobre scorso a Ostia, ha ricordato Minissale, "particolarmente grave in termini di portata, perché ha reso una palazzina inagibile. Anche quel territorio richiama una grandissima attenzione da parte nostra''. "Evidentemente c'è un tema di conquista o di riconquista di porzioni di territorio redditizie dal punto di vista del traffico di droga - ha spiegato Minissale - e riteniamo che dietro non ci sia una sola mano mentre è ben probabile che alcuni episodi siano riconducibili a dissidi tra gruppi familiari per motivi diversi a volte legati allo spaccio a volte no". "La riflessione che stiamo facendo è che la bomba stia diventando la modalità per risolvere qualsiasi tipo di situazione", ha sottolineato spiegando la difficoltà dal punto di vista investigativo di risalire agli autori. Alcune di queste esplosioni hanno preso di mira autonoleggi, le cui vetture sono spesso considerate dalla criminalità 'corrieri perfetti'. Da parte delle vittime di questi attacchi però "non c'è stata collaborazione" alle indagini, ha chiarito il capo della Mobile. "C'è un tema che riguarda il riciclaggio che deriva da grosse somme di denaro legato al traffico di stupefacenti - ha aggiunto - E' interessante indagare anche e sopratutto su come questi patrimoni vengano reinvestiti sul territorio". E da questo punto di vista, precisa Minissale, "le attività di ristorazione e quelle ricettive sono state sempre luoghi privilegiati per riciclare il denaro fin dagli anni '80 e '90". Minissale, 62 anni, originario della provincia di Messina, è entrato nei ruoli dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza nel 1990. Dopo il corso di formazione per funzionari della Polizia, ha iniziato il suo percorso investigativo in questura a Palermo, dove ha ricoperto anche l’incarico di responsabile della Sezione Investigativa del Commissariato sezionale Zisa e, successivamente, quello di dirigente del Commissariato di Corleone. Nel corso della sua lunga e qualificata carriera ha maturato una consolidata esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata, distinguendosi in particolare nell’ambito delle attività investigative antimafia. Alla Squadra Mobile di Palermo, ha diretto prima la Sezione Catturandi e, successivamente, la Sezione Criminalità Organizzata, contribuendo a complesse operazioni di polizia giudiziaria e alla cattura di numerosi latitanti di vertice appartenenti alle principali organizzazioni mafiose. Dal 2021 ha guidato le Squadre Mobili di Messina, Genova e Reggio Calabria, sedi nelle quali ha ulteriormente consolidato il proprio patrimonio professionale, sviluppando strategie investigative innovative e coordinando articolate attività di contrasto ai fenomeni criminali più insidiosi. "Roma - ha spiegato - rappresenta un unicum sia dal punto di vista investigativo che sociale per quanto riguarda le dinamiche che ruotano attorno ai fenomeni criminali. Leggendo le indagini e i provvedimenti degli ultimi anni ritrovo esponenti di Cosa Nostra, della 'ndrangheta e della Camorra e credo che tracciare e mappare questi gruppi particolarmente attivi sia importante per predisporre una strategia investigativa. Credo che la squadra mobile di Roma abbia una buonissima tradizione in materia di contrasto al crimine organizzato. Io cercherò di portare il mio contributo, che è quello che scaturisce da esperienze pregresse, sia in terra di Cosa Nostra che in terra di 'Ndrangheta. Però certamente la criminalità organizzata e tutti i reati che dalla criminalità organizzata derivano e che ne sono strettamente connaturati rappresentano la priorità della squadra mobile''.
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