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Instagram, Facebook e WhatsApp a pagamento: ecco quando inizieranno a chiederti soldi

di Redazione web

	Nuove app a pagamento
Nuove app a pagamento

Tra le funzioni anticipate spiccano la possibilità di guardare le Storie in modo anonimo e di ottenere informazioni sui follower che non ricambiano il follow. Ma tutto avrà un prezzo

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La pubblicità non basta più. Con l’aumento dei costi legati alle infrastrutture digitali e ai servizi basati sull’intelligenza artificiale, Meta sta cercando nuove fonti di ricavo. La risposta arriva con un progetto che segna una svolta per l’intero ecosistema dei social network: l’introduzione di abbonamenti premium per Instagram, Facebook e WhatsApp. Le versioni gratuite non scompariranno, ma accanto all’esperienza tradizionale compariranno pacchetti a pagamento che offriranno strumenti aggiuntivi. Tra le funzioni anticipate spiccano la possibilità di guardare le Storie in modo anonimo e di ottenere informazioni sui follower che non ricambiano il follow. Meta ha chiarito che ogni piattaforma avrà un set di funzionalità specifico, pensato per le esigenze del singolo servizio.

Una nuova strategia di monetizzazione

Il debutto dei piani premium è previsto nei prossimi mesi del 2026 e rappresenta molto più di un semplice test commerciale. L’azienda sta infatti ridisegnando il proprio modello di business, puntando su servizi avanzati che possano affiancare – e in parte compensare – i ricavi pubblicitari.

Le prime funzioni in arrivo

Per ora le informazioni più dettagliate riguardano Instagram, dove Meta sta sperimentando:

  • liste di pubblico illimitate per gestire follower e condivisioni;
  • strumenti per identificare chi non segue l’utente;
  • visualizzazione anonima delle Storie.

Per Facebook e WhatsApp non ci sono ancora annunci ufficiali, ma l’orientamento sembra chiaro: potenziamento delle interazioni, nuove modalità di condivisione e, nel caso di WhatsApp, funzioni pensate per l’uso professionale.

L’intelligenza artificiale come elemento centrale

Una parte significativa dell’offerta premium ruoterà attorno all’AI. Meta ha già confermato che integrerà nei nuovi abbonamenti la tecnologia sviluppata da Manus, startup acquisita nel 2025 per circa 2 miliardi di dollari. L’obiettivo è creare agenti intelligenti in grado di svolgere compiti complessi in autonomia, superando i limiti dei chatbot tradizionali. Un altro strumento che potrebbe passare a un modello “freemium” è Vibes, il generatore di video brevi basato su intelligenza artificiale attualmente disponibile tramite Meta AI. L’idea sarebbe mantenere un accesso gratuito di base, riservando le funzioni avanzate agli abbonati.

Non è Meta Verified

I nuovi pacchetti non vanno confusi con Meta Verified, il servizio lanciato nel 2023 per creator e profili professionali. Gli abbonamenti premium avranno un pubblico più ampio e offriranno strumenti pensati per migliorare l’esperienza quotidiana degli utenti, non solo la visibilità o la protezione dell’identità.

Perché Meta punta sugli abbonamenti

La scelta segue una tendenza già avviata da altre piattaforme, come Snapchat+, che hanno dimostrato l’esistenza di un mercato disposto a pagare per funzioni esclusive. Per Meta si tratta di una strategia per diversificare i ricavi e ridurre la dipendenza dalla pubblicità. Resta da capire quali saranno i prezzi, quando i servizi verranno distribuiti su scala globale e come verranno adattati ai mercati più regolamentati, come l’Unione Europea, dove privacy e gestione dei dati impongono vincoli stringenti.