Gazzetta di Reggio

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L’iniziativa

Una panchina per Emanuele Iori, vittima di un omicidio stradale, al polo scolastico Makallè. «Dagli studenti deve partire il senso di responsabilità»

Serena Arbizzi
Una panchina per Emanuele Iori, vittima di un omicidio stradale, al polo scolastico Makallè. «Dagli studenti deve partire il senso di responsabilità»

Reggio Emilia: il progetto voluto dalla sorella Elena, col sostegno di Provincia e Polizia stradale. «Devono essere consapevoli del potenziale che hanno e devono indirizzarlo nella via giusta»

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Reggio Emilia «Mettete in circolo il vostro amore: siate portatori di luce, non di vite spezzate». Questo messaggio arriva dal profondo del cuore di Elena Iori, sorella di Emanuele , ucciso in un omicidio stradale a 42 anni il 21 ottobre 2023 mentre, in sella al suo scooter si recava al lavoro. Emanuele era padre, fratello, marito, podista, di professione macellaio in un supermercato in città, molto attivo nella comunità. Il ragazzo alla guida dell’auto che lo travolse era risultato positivo all’alcoltest ed è stato condannato a tre anni e quattro mesi in abbreviato per omicidio stradale, aggravato dall’abuso di alcolici. Il messaggio di Elena è impresso nella targa posta sulla panchina bianca inaugurata ieri mattina in un luogo significativo, il polo Makallè, che ogni giorno pullula di migliaia di studenti.

La panchina bianca è stata collocata qui su richiesta della famiglia Iori in memoria di Emanuele Iori, ed è un segno concreto di memoria e sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale, rivolto in particolare alle giovani generazioni. La posa della panchina è stata resa possibile grazie al contributo economico della Provincia, che ha sostenuto integralmente l’acquisto, la posa e la realizzazione della targhetta commemorativa. L’iniziativa è inserita nel progetto provinciale “Strade future: giovani e mobilità responsabile - Reggio Emilia”, candidato al bando nazionale Upi “Mobilità Sicura”, di cui Upi Emilia-Romagna è partner tecnico. All’inaugurazione ha partecipato la sorella di Emanuele Iori, Elena, insieme al residente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, con una folta delegazione della Polizia stradale, guidata dal comandante Salvatore Blasco, oltre a dirigenti delle scuole del Polo Makallè e una rappresentanza di studenti e studentesse.

«Ringrazio molto la Provincia e tutti coloro che mi hanno sostenuta nel portare avanti quest’iniziativa - afferma Elena -. Tenevo moltissimo alla collocazione della panchina qui, al polo Makallè, perché da questo luogo passano tantissimi studenti ed è proprio da loro che deve partire il senso di responsabilità. Devono essere consapevoli del potenziale che hanno e devono indirizzarlo nella via giusta. Le tante energie che sprigionano devono essere utilizzate per portare amore e pace e non brutte cose come quella che è successa». Il presidente della Provinzia, Zanni, manifesta pieno sostegno all’iniziativa: «Siamo stati molto felici di supportare l’idea che Elena ci ha proposto. Siamo in uno dei poli scolastici dove transita il numero più alto di studenti all’interno della provincia, non soltanto del capoluogo. Questo per noi è essere un simbolo ulteriore per la lotta agli incidenti stradali, per la riduzione delle vittime, che sono sempre troppe, e l’accrescimento della consapevolezza, sarà un simbolo per tutti quanti per la crescita della nostra comunità. Grazie a Elena, oltre che per l’idea, anche per la sua testimonianza. Dietro a queste esperienze ci sono grandi cuori, grandi persone».

La Polizia stradale di Reggio Emilia ha seguito da vicino la storia di Elena e della sua famiglia, come testimonia l’iniziativa “Ogni persona conta”, organizzata lo scorso 22 gennaio nell’ambito della rassegna “Conoscersi per comprendersi”, ideata dalla Questura, in cui la stessa sorella di Emanuele aveva raccontato la propria testimonianza. «Siamo vicini a queste iniziative - afferma il comandante della Stradale Blasco -. I ragazzi devono essere consapevoli di quanto può accadere sulle strade ed è significativo il luogo in cui è stata posizionata questa panchina, da cui passano migliaia e migliaia di studenti».  © RIPRODUZIONE RISERVATA