Gazzetta di Reggio

Reggio

Il caso

Hellwatt, C.Volo: «La rassegna si farà». La questione del marchio e i contratti con gli artisti: le ultime sul caso

Mattia Amaduzzi
Hellwatt, C.Volo: «La rassegna si farà». La questione del marchio e i contratti con gli artisti: le ultime sul caso

Reggio Emilia: dopo l’uscita di scena di Viktor Yari Milani resta il nodo del marchio, mentre la società rassicura fan e organizzatori sui concerti di luglio alla Rcf Arena

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «La rassegna si farà». Contattata dalla Gazzetta, la società C. Volo conferma: i concerti alla Rcf Arena si faranno. Ma si chiamerà ancora Hellwatt Festival? Dopo che C. Volo ha sollevato dall’incarico di direttore artistico del mega evento di luglio Viktor Yari Milani – allontanato «per visioni non allineate su come portare avanti il festival» – la società che ha in mano la gestione della Rcf Arena prova a tenere la barra diritta e portare avanti la barca, in questa tempesta che si è appena scatenata. Una mossa improvvisa quella di allontanare il fondatore e direttore artistico dell’Hellwatt, che lo stesso Milani – nella celebre conferenza stampa di presentazione a febbraio – aveva definito un festival pari al Coachella o Tomorrowland.

C’è infatti un problema di base. Il marchio Hellwatt è di proprietà di Milani, il quale – sempre secondo quel messaggio circolato tra gli addetti ai lavori, ma da lui smentito – minacciava di trasferire l’evento, e che «tutto è in mano ai miei legali». Se questa opzione, al momento remota, dovesse verificarsi, sarebbe uno smacco per Reggio, ma soprattutto un problema non di poco conto per la stessa Arena e per le migliaia di fan che hanno già comprato i biglietti e prenotato per pernottare in città. Da C. Volo, però, giungono rassicurazioni circa la conferma che i concerti si faranno alla Rcf Arena a luglio. Se poi verranno apportati dei cambiamenti, come il nome stesso dell’evento, il passaggio da festival a concerti singoli o ad una line-up più ridotta, non è dato ancora da sapere, anche se la società fa sapere che i contratti con gli artisti sono stati tutti firmati dalla stessa C. Volo.

Se questo fosse lo scenario, Milani avrebbe dunque solo il brand “Hellwatt”, ma senza gli artisti. Intanto, ieri, il sito ufficiale dell’Hellwatt è stato offline per alcune ore, salvo poi ricomparire. Ora resta da capire se verrà convogliato in quello della stessa Rcf Arena. I diversi canali social, invece, non sono stati ancora toccati. Il “caso” Hellwatt sta scatenando polemiche e dubbi in tutta Italia. Sui social molti fan, che attendevano con trepidazione notizie e novità al riguardo, hanno cominciato a confrontare questo evento al Fyre Festival, il fallimentare festival musicale di lusso organizzato dall’imprenditore Billy McFarland e dal rapper Ja Rule nel 2017 alle Bahamas. In quell’occasione, durante la prima settimana di inaugurazione, l’evento riportò numerosi problemi relativi alla sicurezza, agli alloggi per gli ospiti e alla presenza degli artisti al festival. In seguito, il festival fu rinviato a tempo indeterminato, dopo che alcuni partecipanti erano arrivati sull’isola trovando solo tende e panini preconfezionati invece delle ville di lusso e pasti gourmet loro promessi al momento del pagamento per l’ammissione all’evento. Non sembra questo, però, essere il caso dato che– come confermato dagli stessi interessati – è stato allontanato il solo Viktor Yari Milani, mentre il resto del comparto organizzativo è rimasto intatto, passando completamente sotto il controllo di C. Volo, che ora sta bruciando le tappe per portare la barca in porto. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google