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Il processo

Pestarono due passanti senza motivo di notte a Santa Croce, uno chiede la giustizia riparativa. Il pm si oppone

Serena Arbizzi
Pestarono due passanti senza motivo di notte a Santa Croce, uno chiede la giustizia riparativa. Il pm si oppone

Reggio Emilia: la brutale aggressione contro un autista di Til che andava al lavoro e il runner Manuel Setti. La lettera del ferito: «Quella notte ha cambiato la mia vita»

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Reggio Emilia Ciò che è accaduto quella notte è di «una inimmaginabile crudeltà, ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia». È ancora comprensibilmente sotto choc per quanto accaduto quel terribile martedì 16 settembre dello scorso anno, l’autista Til aggredito nel quartiere di Santa Croce mentre stava andando al lavoro. Ieri, in aula, davanti al giudice Andrea Rat, la sua avvocata, Cinzia Barbetti, ha letto una lettera del suo assistito che trasuda tutto il dolore e la sete di giustizia per quanto subito.

Sempre il 16 settembre e sempre a Santa Croce fu aggredito il musicista Manuel Setti che in quel momento stava facendo jogging. I due bersagli furono presi di mira da due 26enni a bordo di un’auto: prima cercarono di investirli, in un caso riuscendoci. Poi, i due sono scesi dall’auto e hanno aggredito sia l’autista sia il runner, senza un motivo chiaro. Alberto Wilmer Portoreal Asencio, assistito dall’avvocato Helmut Bartolini, e Klevis Hoxhaj, difeso dal legale Federico De Belvis sono i due finiti in manette per l’aggressione. Sono accusati anche di sfregio permanente, oltre che di lesioni gravi e aggravate da una serie di circostanze tra cui futili motivi. Ieri si è discussa la richiesta di sottoporre alla giustizia riparativa il proprio assistito, presentata dall’avvocato De Belvis. Si sono opposti il pubblico ministero Maria Rita Pantani, che ha argomentato in modo sostanzioso la propria contrarietà. La giustizia riparativa, è stato evidenziato ieri da chi si è opposto, potrebbe non essere ammissibile. Contrario anche Manuel Setti, ieri in tribunale, rappresentato dall’avvocato Alessandro Occhinegro.

E ha ribadito la propria opposizione anche l’autista, il quale ha affidato il proprio pensiero alla lettera portata in aula dall’avvocata Barbetti. «Non sto bene ancora», rivela l’autista che auspica «una condanna severa», «l’affermazione della responsabilità dei miei aggressori». L’autista ringrazia, inoltre, le forze che rappresentano la giustizia, sottolineando la cura e l’attenzione prestata da queste nei suoi confronti. L’uomo non era mai stato a casa in malattia, prima di questo periodo di stop forzato. L’autista ha, inoltre, argomentato, come in questa fase abbia energie limitate che deve dedicare a prendersi cura di se stesso. A margine dell’udienza, Manuel Setti, musicista, tornato a Reggio Emilia dopo mesi trascorsi a Dubai dichiara: «Non vado più a fare jogging. Ho girato il mondo, ma la cosa più grave che mi è successa è avvenuta a Reggio Emilia». Il giudice Rat scioglierà la riserva sulla richiesta di giustizia riparativa per Hoxhaj. Quest’ultimo è stato trasferito dal carcere di Reggio Emilia a quello di Modena, secondo quanto trapela, per motivi di opportunità e sicurezza a causa di disordini interni.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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