Gazzetta di Reggio

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La riflessione

La assemblee dei bambini che hanno colpito Kate Middleton e che conquistano noi genitori ogni giorno

Elisa Pederzoli
La assemblee dei bambini che hanno colpito Kate Middleton e che conquistano noi genitori ogni giorno

La Principessa del Galles sposta i riflettori del mondo verso Reggio Emilia, ma spinge anche a guardarci

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Reggio Emilia C’è un piccolo rituale che si ripete ogni mattina negli asili e nelle scuole d’infanzia di Reggio Emilia. Appena tutti i bambine e le bambine sono arrivati, si riuniscono con le insegnanti in uno spazio della sezione pensato per quel momento: è l’assemblea. Le giornate iniziano sempre con un incontro vero, tangibile, rituale. Un saluto che è un dialogo. Un confronto che è racconto. Uno scambio di sguardi e parole che è costruzione. Le mamme e i papà la sbirciano iniziare con viva curiosità dietro alla porta che si chiude: i bambini seduti in piccoli auditorium o a cerchio, quelli incaricati per andare a prendere la frutta in cucina, che poi consegneranno fettina dopo fettina a compagni e compagne, trepidanti e orgogliosi di svolgere il compito intorno al quale si svolge l’assemblea. L’attenzione di tutti che si catalizza, le loro potenzialità che emergono nel dialogo.

 

Mi ha colpito sapere che quel momento che, per anni, ho vissuto di riflesso attraverso i racconti di mia figlia – che oggi ha 9 anni e ha frequentato l’intero ciclo della fascia 0-6 nelle scuole comunali della nostra città – sia stato quello che ha conquistato gli emissari reali di Catherine Middleton, principessa del Galles, nella tre giorni di missione a Reggio Emilia e che poi ha portato la futura regina d’Inghilterra a decidere di venire conoscere di persona la città del Reggio Emilia Approach. Mi ha fatto ricordare – con nostalgia – quegli anni magici in cui quelle scuole – nel nostro caso il nido Rodari e il Diana – ci hanno accolto facendoci diventare parte di una storia che ha radici lontane e per protagonisti uomini e donne che hanno saputo vedere bisogni, intuire direzioni e concretizzare un’idea.

Penso naturalmente a Loris Malaguzzi e a tutti coloro che con lui hanno dato forma a ciò che chiamiamo Reggio Emilia Approach e alla rete di scuole d’infanzia e nidi di Reggio Children. Un patrimonio vivo e pulsante, un’eredità carica di responsabilità. Kate Middleton, con la sua visita di domani e dopo domani, fa puntare i riflettori del mondo nella nostra direzione portando a parlare di Reggio Emilia e del suo modello educativo il globo intero. E dando – si immagina – ulteriore impulso a connessioni tra la nostra città e gli altri Paesi che già portano ogni anno qui centinaia di pedagogisti, educatori, insegnanti, atelieristi per formarsi e condividere una visione.

Eppure, forse, questa visita fa qualcosa in più. Mentre dice al mondo di guardare a Reggio Emilia, la principessa del Galles porta anche noi, reggiani, a guadare una volta di più a cosa il mondo sta osservando della nostra città. E a ricordare, come nel mio caso, quelle assemblee, per sentire cosa ci resta addosso di quei momenti, di quelle giornate, della bellezza che abbiamo incontrato, delle relazioni che abbiamo intessuto noi famiglie, con i nostri figli, le insegnanti, l’atelierista, la cuoca, gli inservienti nella “piazza” delle scuole del Reggio Emilia Approach. Qualcosa di cui essere orgogliosi, sì, perché ne abbiamo fatto parte. Ma anche un patrimonio di cui essere consapevoli e da difendere, soprattutto in tempi in cui la sostenibilità economica di servizi così complessi e preziosi è una sfida concreta.l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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